Tuesday, March 23, 2010

L'Amarone della Valpolicella e la sua leggenda



Oggi vogliamo svelare la leggenda dell’Amarone della Valpolicella e cosa si cela dietro il suo nome.
Questo grande vino famoso in tutto il mondo ha una propria Denominazione, è una D.O.C dal 1968 e la sua produzione è autorizzata solo in Veneto, nella zona della provincia di Verona per l’esattezza, territorio che riguarda 19 comuni nella parte nord del veronese.
Le uve utilizzate per la produzione di questo vino sono la Corvina, la Rondinella e la Molinara.
Ma passiamo alla leggenda dell’invenzione di questo vino particolare…

L’amarone deve la sua origine ad un vignaiolo che doveva produrre del vino dolce, il famoso Recioto della Valpolicella, e aveva messo a fermentare le uve nei cosidetti fruttai.
Il caso volle che queste uve fossero dimenticate più del previsto tanto che gli zuccheri si trasformarono in alcool e la dolcezza voluta per il Recioto andasse a sparire, da qui il nome dell’Amarone dato a questo vino.
L’Amarone è comunque un vino di recente commercializzazione, infatti la prima bottiglia in vendita risale al 1953 e il primo documento citato risale solo al 1938.
La produzione di questo vino è ottenuta dalla essiccazione controllata e prolungata nel tempo delle uve interessate. Le uve, selezionate dalla vendemmia effettuata tra Settembre e Ottobre, vengono poste nelle cassette e messe a riposo in locali ben arieggiati e asciutti detti “fruttiere”.
L’appassimento e la vinificazione dell’Amarone deve avvenire nella zona di produzione. L’essiccazione favorisce la concentrazione di zuccheri e dura circa 3 mesi. Tra gennaio e febbraio l’uva viene pigiata, poi messa a fermentare per un periodo che va dai 30 ai 50 giorni. La fermentazione fa si che gli zuccheri si trasformino in alcol.
Dopo la vinificazione deve passare un periodo di almeno 2 anni, periodo in cui il vino riposa in botti o nelle barrique. È in questo periodo di maturazione che il vino acquisisce le sue specifiche caratteristiche organolettiche.
L’Amarone ottenuto avrà un colore rubino carico, una gradazione che va dai 14 ai 16 gradi, un sapore robusto e aromatico di spezie dolci.
I sentori olfattivi di questo vino ricordano i frutti maturi, la confettura di amarena, in quello più invecchiato c’è un profumo delicato di cuoio e catrame (questa caratteristica è detta “goudron”, che è proprio una delle componenti di un bouquet di un rosso molto invecchiato e maturo, una nota calda di catrame non sgradevole).
Detto questo ci manca altro che assaggiare un buon Amarone della Valpolicella…
Salute!
A presto… ;)

1 comment:

  1. Me piace molto il Amarone. Qui en Brasile è tropo caro!!!
    Saluti
    Beto Duarte

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