Monday, May 24, 2010

Falanghina Campi Flegrei ’08 Grotta del Sole


Una Domenica di sole che ha portato il nostro inviato speciale a raccontarci una nuova bottiglia da lui assaggiata. Quindi che dire...
A te la linea Alessandro!!!

Splende il sole alto. E’ la prima domenica da mare e la voglia di andarci è davvero tanta!, ma il solito tran tran quotidiano mi trattiene a casa e, allora, decido di annegare il desiderio con un ottimo nettare di vino.

La bottiglia che stappo è una Falanghina dei Campi Flegrei, the original native, ovvero autoctono storico vitigno - vino della tradizione campana, Doc base da vendemmia 2008 dell’azienda Grotta del Sole di Quarto a nord di Napoli, della bella e generosa famiglia Martuscello che ho avuto il piacere di conoscere in visita con la delegazione Ais a novembre dell’anno scorso (riporto qui alcune note di allora: “Vini degustati: Falanghina dei Campi Flegrei e Asprinio D’Aversa DOC. Ma quel che più ci è rimasto dentro è stata la visita alle “alberate” di Asprinio dell’Agro Aversano, accompagnati da Francesco Martusciello, il più giovane della famiglia di viticoltori da generazioni e caposaldo di riferimento della viticultura regionale. Qui, come in tutta la Campania, la vite ha origini antichissime e questa forma di allevamento dovuta alla Civiltà Etrusca ne è una tangibile testimonianza. La vite così allevata, caso quasi unico al mondo, si arrampica sui pioppi a festoni che si sovrappongono l’un l’altro raggiungendo altezze considerevoli. La vendemmia diventa acrobatica, in loco detta - passata delle scale - per lo spostamento ripetuto coadiuvato da terra delle lunghe scale. I vini della Grotta del Sole sono tutti prodotti in acciaio; le riserve con un attento uso del legno.
L’Asprinio, per la sua spiccata acidità, si esalta ancora di più nella versione spumante, sia col metodo Charmat che Classico Champenoise. Anche quest’ area ha caratteristiche peculiari vocate e dà buona materia prima per prodotti di qualità”.
Per saperne di più: www.grottadelsole.it ).

Ad accompagnare un pranzo casalingo con primo di pasta al sugo di ragù con parecchio pomodoro, piatto succulente dalle caratteristiche sensazioni di tendenza dolce e acida, e a seguire carne di tacchino aromatizzata con olio, aglio, rosmarino e salvia, sale e pepe qb :), contorno di verdure, e per finire,scheggia di parmigiano reggiano, è la morte sua (non proprio un pranzo da prima giornata estiva!), il vino si presenta di colore giallo paglierino intensamente carico, quasi dorato, luminoso, ovviamente limpido, molto consistente dai numerosi archetti e lacrime che restano disegnate sul vetro del bicchiere.
Bello il bouquet dai continui rimandi di fiori e frutta fragrante bianchi d’ impatto al primo naso, mela su tutti, uva spina, ma non solo; con sentori minerali e salini piacevolmente pungenti che vengono fuori via via che si apre. In bocca è asciugante, di bella freschezza, asprino, con buono alcol (13% in etichetta) che contribuisce ad una discreta morbidezza, salino e minerale dal retrogusto leggermente amarognolo; di buona struttura e dalla beva gustosa e pulita, di godibilissima intensità, si lascia ribere.

A presto... ;)



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