Difficile non parlare di biologico in tempi come questi...
Dentro ad un parco naturale nei pressi di San Gimignano si è materializzato il paradiso del quale tanti ne parlano e si riempiono la bocca ma in pochi sono in grado di viverlo veramente con criteri nel pieno rispetto della natura...
Uscendo dalla strada principale, imbattendosi subito in un percorso da Camel Trophy con rocce e terra rossissima (la famosa terra senese:), passando da un bosco e da una distesa di tronchi, ad un certo punto uno spiraglio.
A pranzo, di stampo molto amichevole senza troppi fronzoli, la discussione si allarga anche ad argomenti che vanno oltre ai propri vini. Un ambiente familiare ed amichevole che porta Mattia a raccontarmi le sue esperienze passate (sì, lo devo scrivere, Mattia è stato anche un Cowboy nella lontana Australia). Reduce da un'esperienza dal re della Vernaccia, Panizzi, Mattia mi racconta il suo primo contatto con il mondo del vino e quando è stato letteralmente rapito da una voglia di prendere la propria strada, catturato dalla passione stessa per il vino che lo ha portato a comprare questo appezzamento nel cuore della campagna Toscana creando così la sua realtà. Continuando la discussione tra degustazioni veramente amichevoli e una fantastica arista, arriviamo al punto in cui la mia domanda non poteva che venir fuori spontanea. Cosa significa fare biologico per Mattia? ovviamente tutto documentato dal video qua sotto :)
(Scusate l'audio ma il regista come al solito, è quel che l'è!)
La Vernaccia, un uva spesso sottovalutata perché in passato non è stata proprio sinonimo di eccellenza e spesso non si conoscono le sue capacità, ma quando assapori nel bicchiere prodotti come Zeta, Cassandra e Impronta, ti rendi conto delle potenzialità che ha, piena anche di storia, infatti, la sua Denominazione di Origine Controllata risale al 1966, la prima denominazione in italia.
Buoni anche i rossi di Mattia, ma decisamente, San Gimignano è terra di Bianchi.
Insomma tirando le somme di questo incontro dove non si può che rimanere sbalorditi davanti a tanta concretezza e tanta voglia di portare avanti un qualcosa che è più di un lavoro, è uno stile di vita fatto di umiltà e consapevolezza che l'uomo è soltanto un mezzo che permette alla natura di tirar fuori il frutto, non resta che fare i complimenti vivissimi a Mattia che sta portando avanti, grazie anche a Simone Morosi un progetto in un luogo che purtroppo spesso è stato snobbato, vuoi per la poca comunicazione fatta negli anni passati, vuoi perché la vernaccia si trova spesso in scaffali non considerati di nicchia con produzioni alte a discapito della qualità.
Ecco, Mattia Barzaghi stà portando avanti invece un discorso di qualità alta con un impegno grandissimo e stà facendo ricredere, assaggio dopo assaggio, le persone che fino a quel momento erano un pò scettiche sulle qualità di questa uva.
Grazie invece a persone come Mattia la Vernaccia stà salendo di qualità e spero vivamente che nei prossimi anni, questo vino, si possa ritagliare ciò che gli spetta di diritto, uno spazio tra quei vini detti "nobili" perché sia il prodotto che il progetto portato avanti è veramente da premiare.
San Gimignano è una terra di bianchi e non di rossi, e considerando che di zone da bianchi in toscana non ce ne sono poi così tante rischiando di far gridare il pubblico all'unicità di questo territorio, forse è bene pensare a quando assaporiamo prodotti come questi che sono prodotti unici, pieni di valori e di storia.
Anche la capretta del Camerun condivide i metodi biologici e legge Grappolo Rosso!
A presto... ;)
non potevate fare descrizione più azzeccata e romantica! bravo Mattia! filippo ferrari
ReplyDeleteE' quello che trapelava quando Mattia mi parlava dei suoi vini, io non ho fatto altro che riportare le sensazioni.
ReplyDeleteComunque complimenti vivissimi davvero a chi come Mattia porta avanti una cosa del genere, dove non sono i numeri a fare la differenza ma bensì è la qualità intesa a 360°