Saturday, June 5, 2010

Classico è “Radda nel Bicchiere”


Come potevamo mancare a Radda oggi? impossibile non andarci per chi è un super appassionato, molte le degustazioni e i seminari in questi due giorni. Tra i tanti uno dei più interessanti è stato il confronto tra Chianti e Nebbiolo dove ovviamente il nostro inviato speciale era in prima fila...
A te la linea Alessandro!

Sabato 5 giugno 2010, penultimo giorno della manifestazione “Classico è”, all’ interno dell’appuntamento annuale “Radda nel Bicchiere” giunto alla sua quindicesima edizione, ho partecipato al Seminario “Sangiovese dal Chianti Classico e Nebbiolo dal Barolo: vitigni cugini?”, che ha visto, ospiti speciali, alcuni tra i più noti produttori piemontesi di Langa incontrarsi con gli omonimi chiantigiani in un confronto interessante e didattico con a seguire una wine tasting, piacevolmente condotta dal giornalista-blogger e, per tutti noi appassionati, maestro Carlo Macchi, per capire affinità e differenze tra i due grandi vitigni.

Come correttezza vuole, e divertimento pure, la degustazione si è svolta alla cieca, ma per semplicità di lettura riporterò di seguito le mie recensioni sintetiche dei campioni assaggiati in ordine di sequenza con l’etichetta:

Montevertine 2007 IGT Toscana (un Chianti Classico al di fuori del
disciplinare):
Colore rosso rubino squillante bello a vedersi!, trasparente, consistente e scorrevole nel bicchiere. Naso intenso e piacevole: pungente di frutta rossa, ciliegia dolce, fragolina di bosco, arancia sanguinella; poi, vaso di fiori, geranio, viola, humus. Un po’ asprino all’ingresso in bocca, spigoloso; bella la freschezza gustativa con acidità netta vibrante, tannino un po’ sempre verde ma non sgradevole, buon alcol e struttura, buon minerale nel finale; intenso e persistente, gustoso e pulito.



Barolo Cannubi Boschis 2005 Sandrone (Barolo)
Colore rosso rubino continuo cristallino, abbastanza trasparente, consistente e scorrevole. Intenso e di buona complessità con al primo naso: spezie dolci, frutta in confettura a bacca rossa e nera, alcol, tabacco dolce. Poi, fiori rossi appassiti, viola, un che di terra, china. L’ingresso in bocca è caldo, già più rotondo, ma sempre deciso, con tannino ruvido, acidità sulle fasce della lingua che salivano, non ancora in equilibrio; comunque gustoso, consistente di frutto polposo, un vino di corpo con buona intensità e maggior persistenza al retrogusto di liquirizia amaricante.

Chianti Classico Valdellecorti 2006
Colore rosso rubino più intenso dei precedenti ma meno vivace, poco trasparente, consistente. Meno intenso al naso dai sentori caldi di spezie dolciastre e boisé, bacche rosse e nere macerate nette, fiori rossi, viola. In bocca si distende bene, è abbastanza caldo e sapido, spicca in freschezza acida, ma esprime un bel frutto dolce maturo e denota un tannino presente ma già ben integrato: si esprime decisamente meglio! E ancora, mostra potenzialità, intenso e persistente, comunque elegante.

Barolo Rocche dell’Annunziata 2006 Rocche Costamagna (La Morra)
Colore rosso granato mattone con buoni riflessi luminosi, trasparente, di buona consistenza e fluidità. Al naso è caldo con note di fiori rossi appassiti, tanto tabacco e spezie dolci; frutto rosso in secondo piano che esce piano piano, arancia. Anche al palato dà sensazioni calde, almeno al primo assaggio; con tannini ben presenti da affinare, alcol e discreta freschezza e sapidità; di buona struttura e eleganza gustativa, intenso e persistente.

Barolo Vigna Rionda Riserva 2004 Massolino (Serralunga d’Alba)
Colore rosso granato vivace trasparente, consistente. Ripete, ma con un po’ meno intensità alla prima olfazione, le sfumature dei precedenti Nebbiolo con sentori di fiori e bacche rosse dolci e alcol, e quel che di terra bagnata, goudron. In bocca entra deciso, con tannino ruvido, buona acidità, buona consistenza del frutto; buona struttura e potenzialità ancora da equilibrare.

Chianti Classico Doccio a Matteo Riserva 2006
Colore rosso rubino intenso con tanta materia un po’ già evoluto, consistente, vivo. Al naso è ampio con note speziate, fiori, frutto a bacca rossa di bosco; poi, alcol e tabacco. Deciso in bocca, asprino ma succoso, con notevole freschezza, frutto rosso di ciliegia dolce, arancia, ma anche di rovo; saporito, molto minerale, di bella struttura e dal finale pulito, dai rimandi intensi e persistenti.

A fine degustazione, non poteva essere diversamente, non tutti i vini sono stati riconosciuti; di sicuro però, è stato unanime il riconoscimento di una buona eleganza e piacevolezza che li accomuna, frutto di due uve, due vitigni che, come ben si sa, per storia, luogo, cultura, tradizione restano ben distinti.



A presto... ;)

1 comment:

  1. sorry, ho dimenticato di scrivere che, la Riserva Doccio a Matteo è di Caparsa, del grande Paolo: i suoi vini non ti tradiscono mai! e, insieme al Sangiovese - chianti di Montevertine, è il mio preferito di Radda. si era capito? W il Chianti Classico! ;)

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