Tuesday, June 15, 2010

La Biodinamica di domani come sarà?


Come sapete Sabato si è svolto a Cerreto Guidi il secondo congresso sulla Vitivinicultura Biodinamica Moderna.
Interventi interessantissimi hanno reso vivo il dibattito. Nella mattinata hanno preso la parola tra i più interessanti, Mario Fregoni, che ha fatto aprire gli occhi un pò a tutti su quello che la Biodinamica sta attualmente facendo.


Successivamente Fabio Picchi, ha parlato di quanto è importante trasmnettere usi e costumi di un territorio nel mondo del gusto e che la Biodinamica non si deve fermare soltanto al mondo del vino. Infine Luca Maroni ci ha fatto capire quanto un Terroir è importante per tirar fuori prodotti di qualità.


Interessante ovviamente anche la degustazione guidata da Andrea Gori dove abbiamo assaggiato, nell'ordine:
Due Pignoletto Bianco, Vigneto San Vito '09 Prova di botte che si differenziavano tra loro per trattamenti differenti.
Il terzo, un Pigato, Rucantù '08, Tenuta Selvadolce, Riviera ligure di Ponente dove la salinità ne faceva da padrona.
Il quarto, entriamo nei rossi, Casa Wallace, Barbera '08 di Monferrato.
Quinto,un Merlot, Masiero Verdugo '07 ed infine un Brunello di Montalcino '05 Stella di Capalto.
Nel pomeriggio il congresso è continuato sulla riga della Biodinamica, su come deve essere interpretata e cosa differenzia appunto questa tecnica nella vitivinicultura.
Un incontro molto interessante, che ha fatto aprire gli occhi un pò a tutti e a me particolarmente, che mi stò chiedendo alcune cose proprio su questo metodo di Vinificazione "Alternativa":
Siamo pronti per una nuova rivoluzione della biodinamica o dovrà rimanere sempre una cosa di nicchia, aperta solo a pochi rischiando così di diventare soltanto moda e come tale scomparire nel tempo con l'arrivo di altre tecniche?
bhé qualcosa si stà muovendo e le numerose persone presenti al congresso ne sono una prova ma ancora la strada è molto lunga.

C'è bisogno di una nuova e vera rivoluzione biodinamica, perché fino ad ora stiamo utilizzando metodi ancora fermi al 1924, tirati fuori dal grande Rudolf Steiner, l'inventore appunto di questa tecnica riportata sul suo trattato. Rimanendo tutto così rischiamo di far diventare la biodinamica una realtà biostatica! :) non c'è innovazione, non ci sono ulteriori studi se non raccontarsi le solite cose e riportarle su terreni differenti che ovviamente, costringono il viticoltore ad utilizzare soltanto una parte delle regole della biodinamica, soltanto quelle che gli rimangono più comode per lavorare al meglio quel terreno.
A mio avviso, c'è bisogno di una spinta ulteriore, togliere da questa grande nuvola, l'aureola che contrassegna un gruppo di prescelti, che fanno tutto questo perché illuminati dall'alto. C'è bisogno di una vera rivoluzione nel modo di pensare, c'è bisogno di tentativi, certe volte giusti ed altri sbagliati per far capire come, e dove si può fare biodinamica. Sì perché alla fine non è il viticoltore che un giorno si può svegliare e decidere di mettersi a fare biodinamica, ci deve essere un territorio ben predisposto a farsi lavorare in un determinato modo.
Ecco, la percezione che ho io, e che è un pò la mia paura, è che la Biodinamica, almeno in Italia, venga fatta adesso un pò per moda, e che sia fattibbile soltanto da qualche, passatemi il termine, fricchettone che fa in Biodinamica il suo ettaro. Ma tutti sappiamo che questo tipo di viticoltori non fanno mercato, quindi la domanda nasce spontanea... La Biodinamica, per quanto possa essere a mio avviso bellissima e affascinante, può conquistare realmente il mercato, oppure sarà destinata a pochi eletti ricordandomi tanto gli antichi templari?

Vi lascio con questo quesito e ringrazio l'amico Andrea Pianigiani per le foto.

A presto... ;)


1 comment:

  1. Ben vengano i vini naturali, biologici e biodinamici, ma su quest'ultimi qualcosa non mi convince ancora...ma soprattutto ben vengano i vini buoni!.. in qualità e di prezzo.

    ReplyDelete

Contribuisci ad arricchire la discussione, lascia un commento...