Wednesday, June 16, 2010

Tra cielo e mare incontro con le 5 Terre


Questo week end l'inviato è andato per noi a fare un giro alle 5 Terre.
Questa la prima parte del racconto quindi...
A te la linea Alessandro!!!

Cinque Terre. Quindici chilometri di costa frastagliata dalle montagne a picco sul mare, boschi e macchia mediterranea, colorati borghi arroccati, sicuramente tra i paesaggi più belli e suggestivi della Riviera Ligure e del nostro paese. E ancora, Parco Nazionale, Area marina protetta, Patrimonio dell’ Unesco insieme a Porto Venere e alle isole Palmaria, Tino e Tinetto conosciute mete turistiche (vedi Wikipedia).
Lo scorso week-end, in visita con la Delegazione Ais di Arezzo, ci siamo immersi in questo territorio ancora aspro e selvaggio, meravigliosamente verde e salutare, dove, fin dall’antichità, gli spazi necessari per vivere e coltivare sono stati strappati alle montagne dal duro lavoro dell’uomo e rimodellati nei tipici terrazzamenti murati a secco con la pietra, in un ordine che ne esalta la bellezza. Oggi è un laboratorio a cielo aperto che sta vivendo una fase di recupero importante, dopo un lungo abbandono, grazie ad un movimento di ritorno dei privati e ad una efficace cooperativa-cantina sociale, sempre più determinante nel rilancio della produzione agroalimentare tipica locale, nel mantenimento dell’habitat naturale e delle tradizioni secolari. La nostra meta ci ha portato a conoscere alcune piccole ma significative realtà vitivinicole locali a cominciare dall’azienda di Luciano Cappellini a Volastra, un ettaro di vigneto circa, una tra le più grandi.
Qui abbiamo potuto toccare con mano tutta la difficoltà e la durezza della coltivazione, non per niente detta “eroica”, della vite, e non solo, in tutte le sue forme di allevamento, una interessante stratificazione storica ancora ben visibile ci ha mostrato da prima, rimasugli di impianti risalenti alla notte dei tempi appoggiati su semplici supporti di canne rasenti terra, d’effetto per i visitatori per capire la spontaneità di una volta; poi, già nell’800, la forma bassa, forse per proteggerla dal vento; e ancora, dagli inizi del‘900, il tendone ligure, per arrivare ai filari dei giorni nostri, dov’è possibile reimpiantarli, con l’ausilio di un po’ di tecnologia, irrigazione e cisterna unica con rubinetto! I vitigni sono tutti autoctoni storici e disseminati in ordine sparso, tranne i nuovi, principalmente a bacca bianca.
L'espressione enologica più conosciuta è lo Sciacchetrà, piacevolissimo vino passito dolce ma non troppo, ambrato, con tannini e freschezza importanti, ricavato principalmente da uve Bosco, Vermentino e Albarola fatte appassire al sole e vinificate in rosso; ma anche Rossese e Trebbiano contribuiscono a dare dei vini bianchi secchi caratterizzati da una sferzante acidità e sapidità, perfetti da abbinare a piatti a base di carne bianca e pesce azzurro. Per finire con i vini “sulle bucce”, una pratica antica in loco per nobilitare vini minori con quello che rimaneva di scarto dello Sciacchetrà, chiaramente molto tannico, particolare ma piacevole.

Insomma, una vera biodiversità in un territorio difficile (che ricorda la Penisola Sorrentina, la Costa d’Amalfi) ma vocato come un terroir; ovvero, porzioni di terreno dove il lavoro in vigna è pressoché manuale coadiuvato dalle monorotaie per il trasporto delle cassette, integrate sempre e solo dov’è possibile, con produzioni attente ma modeste, trattamenti naturali sia per le piante che per il terreno, selezione di lieviti indigeni, con produzione di poche migliaia di bottiglie – vino di nicchia - e non sempre facili da reperire sul mercato.



Sotto una perfetta pergola nel mezzo ai vigneti, rinfrescati da una leggera brezza marina, abbiamo degustato:
Cinqueterre DOC vendemmia 2008 e 2009
Entrambi vibranti di sapidità e freschezza, floreali e fruttati intensi dei profumi della vigna con note erbecee. (alc. 13% vol. in etichetta)

Il Vin de Gussa
Vino da tavola della tradizione locale, torchiato e ripassato sulle bucce, di corpo, molto tannico, di buona beva fresco-sapida. (alc. 15% vol. e non sentirlo… troppo)

Sciacchetrà 2007 DOC
Vino passito di lunga storia. Rinforzato da fermentazione sulle bucce per circa due settimane in acciaio, da grappoli scarni di uve non dolci e da vendemmia anticipata, fatte appassire fino a novembre e oltre, poi affinato per due anni in botte di rovere e barrique scarica e un anno in bottiglia prima della messa in commercio.
Si è manifestato in tutta la sua solare lucentezza color giallo ambrato netto, vivo e molto consistente. Incredibilmente intenso di frutta candita, miele, albicocca, fiori di campo, con note salmastre.
In bocca è particolarmente ricco e persistente, di notevole struttura decisamente ben equilibrata tra tannini e freschezza acida con le componenti morbide, alcol ben integrato. E ancora gustoso, sapido, armonico, con leggero retrogusto di mallo di noce e, soprattutto, per niente stucchevole. (alc. 14,5% vol.)
Un vino che conoscevo per sentito dire ma che non avevo ancora assaggiato, e questo Cappellini mi ha preso letteralmente il palato e difficilmente lo scorderò.

Per maggiori approfondimenti consultare il sito: www.vinbun.it

A presto... ;)

1 comment:

  1. ...lo Sciacchetrà DOC Passito e Riserva (con composizione ampelografica da Disciplinare: vitigno base Bosco per almeno il 40%, Albarola e Vermentino, da soli o congiuntamente fino aa un massimo del 40%, vitigni complementari autorizzati e/o raccomandati per la provincia di La Spezia fino ad un massimo del 20%) si può abbinare a formaggi importanti persistenti/erborinati, più che ai dolci, ma è ancor più godibile da conversazione/meditazione.

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