Friday, June 18, 2010

Tra cielo e mare incontro con le 5 Terre (Parte II)


Ecco qua sotto la seconda parte degli appunti di viaggio del nostro inviato alle prese con le terre liguri...
A te la linea Alessandro!!!
Salutato Cappellini e le sue meravigliose vigne, ci siamo spostati in direzione di Manarola per la seconda tappa. A metà strada, una struttura moderna con tanto d’insegna ci avvisa che siamo arrivati alla Cantina Sociale e Cooperativa Agricola delle Cinque Terre. Ad attenderci c’è il giovane e bravo enologo, figura importante di riferimento per i circa trecento piccoli conferitori locali, in cantina e in vigna.
L’accoglienza è stata calorosa anche qui, e generoso il pranzo a buffet offertoci: sublimi e indimenticabili sono le acciughe salate! coi capperi, l’aglio e olio extra vergine di oliva DOP. Il piacere è raddoppiato con l’ assaggio dei vini abbinati, praticamente l’intera gamma, grappa compresa, prodotti principalmente con uve Bosco, Vermentino e Albarola, in una sorta di gara qualitativa tra i produttori – ci racconta soddisfatto - riscontrabile nel bicchiere.
I vini sono della tipologia bianco DOC - VQPRD a connotazione fresco-sapida, tutti da ultima vendemmia 2009 a cominciare dal più beverino il Cinque Terre (alc. 12,5% vol.), per proseguire con le sottozone, ottimo il Costa de Campu di Manarola, è quello che mi ha colpito di più per equilibrio e eleganza (alc. 12,5% vol.), ma altrettanto vibranti profumati e fragranti sono stati il Costa da Posa di Volastra (alc. 13% vol.), e il Costa de Sèra di Riomaggiore (alc. 13% vol.); per concludere con lo Sciacchetrà Riserva 2007, un’altra piacevolissima versione di questa perla enologica di queste Terre (alc. 14% vol.).

Suggerisco di guardare lo splendido filmato su: www.cantinacinqueterre.com


Di nuovo in strada, siamo scesi giù fino al pittoresco borgo di Manarola per l’ ultima tappa. E qui, come in una fiaba, siamo entrati in un’altra dimensione, fatta di concretezza e passione espressa alla massima vitalità. Nelle strette viuzze (carrugi) che si intrecciano e si inerpicano tra le tipiche variopinte case torri genovesi arroccate a ridosso del mare, ogni minimo spazio è sfruttato dall’uomo per la propria attività, ed è buffo vedere che i locali per la vinificazione sono un tutt’uno con l’abitazione. Percorso tra un sali e scendi l’affascinante paese (recensito come uno dei borghi più belli d’Italia), con un andamento rallentato e più turistico, siamo andati a visitare le altre aziende in programma, tutte piccolissime, con visita delle cantine di per se rapida, praticamente ricavate in una stanza, e abbiamo assaggiato:
Crovara 2009, minerale e dall’intensa sensazione di speak Alto Adige al naso(questa è di Giulio:-);
Tobiolo Acquamarina 2009 e Costa de Campu spillato dal tino (tanta potenzialità da domare); Burasca 2009, decisamente il più equilibrato e di pronta beva dei tre.
Chiaramente stiamo parlando di piccolissime produzioni nell’ordine di qualche migliaia di bottiglie non sempre facili da reperire.
Gli inglesi li chiamerebbero “garage wines”.

A presto... ;)

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