Saturday, July 10, 2010

Tenute Silvio Nardi ed il Real Tuscany Shire (Parte II)


Dopo il giro nella cantina e nelle segrete della madre delle Tenute Silvio Nardi, Tenuta Casale del Bosco, rientriamo in casa perché è finalmente giunto il momento di assaggiare qualcosa...


La sala di degustazione, molto bella con dei bellissimi dipinti, un dipinto fatto da una pittrice inglese, ritrae stilizzata l'etichetta del Manachiara, dall'altra parte un dipinto manierista ed in mezzo alla sala ovviamente una lunga tavola.
Ci mettiamo quindi seduti ed iniziamo questo viaggio nei profumi e sapori dei prodotti Silvio Nardi...


Sul banco di assaggio si presenta il Tùran '06, un Petit verdot, Sangiovese, Syrah e colorino. Un blend piacevole per niente impegnativo dal colore rubino molto carico, una buona intensità al naso, un' esplosione di spezie e sentori floreali.
In mocca non entra prepotente, è morbido, tannini morbidi ed avvolgenti, una buona acidità permette al vino di essere piacevole e di pronta beva.
Successivamente la degustazione contiinua con il Merlot '06, un merlot in purezza, ha le tipiche caratteristiche di un normale Merlot toscano, un colore granato molto carico, si fanno sentire i sentori speziati e frutti rossi maturi ed una vaniglia dalla quale si percepisce un passaggio in barrique. In bocca è morbido, caramelloso, il classico merlot toscano, una buona persistenza dovuta dalla buona struttura tannica. Un buon vino se si ama la vinificazione di questo vitigno in terra di Toscana, ma decisamente niente a che vedere con i grandi Masseto della situazione, un Merlot da bere, niente di meno e niente di più.
E adesso è giunto il momento di tornare al Sangiovese e lo facciamo con il Rosso di Montalcino '08. Ecco, fermo restando che il Rosso di Montalcino spesso si trova sullo scaffale purtroppo a costi un pò troppo alti, questo è un Rosso veramente fatto bene e se trovato dai 16€ ai 20€ è sicuramente da prendere.
Il colore è di un bel rubino intenso, spezie e bacche rosse ne fanno le componenti principali del naso. In bocca entra morbido, caldo nel cuore, riempie bene tutta la bocca e la sua struttura è composta da dei buoni tannini vellutati e mai aggressivi.
Una curiosità, se vi capita di trovare una di queste bottiglie del '02 prendetela immediatamente, come mi spiega Emanuele Nardi, il '02 come sappiamo è stata un'annata difficile, che ha costretto l'azienda Silvio Nardi a diminuire considerevolmente il numero di produzione del Manachiara, inserendo l'uva del Cru nelle bottiglie di Rosso di Montalcino, quindi, in poche parole, se vi capita un '02 Rosso di Montalcino Silvio Nardi, in parte state bevendo anche un Manachiara ;).
Dopo il Rosso ecco la volta di sua maestà il Brunello, il primo assaggiato è il Brunello basico dell'azienda, il Brunello di Montalcino '05, un bel granato, tipico di questo vino,un buon profuno, anice, frutti di bosco, una punta di liquirizia sono i sentori che si percepiscono nel bicchiere. In bocca entra morbido, ben strutturato ed una persistenza degna di un vero Brunello di Montalcino.
E adesso è giunto il momento di parlare del vino che mi ha fatto venire fin qua, il Brunello di Montalcino Manachiara, il cru dell'azienda, assaggiamo la '05. Un bel granato brilla nel bicchiere. al naso liquirizia, pepe ed altre spezie si fanno sentire insieme a sentori floreali impreziositi dall'accostamento da profumi appena accennati di terziario. complesso al naso quanto in bocca, l'attacco sempre morbido, riempie il palato e lo riscalda evolvendosi velocemente, una struttura ben decisa di tannini dolci ed avvolgenti fanno sì che questo vino abbia una peristenza molto lunga. Un gran bel vino che vale sempre la pena di bere e di soffermarsi ad ascoltarlo in tutti i suoi sensi.
Terminato il viaggio con il Manachiara ecco la volta della sorpresa, il Poggio Doria Brunello di Montalcino '04, ancora in botte, ne verranno fatte 3000 bottiglie e molto probabilmente uscirà in commercio a fine 2010, quindi riposa un anno di più del Manachiara. Inutile dire che ancora i sentori sono quelli di un vino non finito, ma in bocca ha già una rotondità pazzesca, se questo vino venisse imbottigliato e venduto adesso, nessuno lo rinnegherebbe alla propria tavola. Ottima la struttura ed una buona rotondità in bocca, già per niente scontroso e mi immagino come potrà essere alla sua uscita in produzione.
Dopo il Poggio Doria siamo alle prese con il Moscadello di Montalcino, il vero vitigno autoctono della zona, infatti prima del Sangiovese e quindi del Brunello, Montalcino era famoso per il suo moscadello. Silvio Nardi ha riproposto questo vino di vendemmia tardiva. Il colore giallo paglierino con riflessi dorati, con al naso i tipici sentori del moscato ed un'albicocca matura prorompente. In bocca è vellutato ed avvolgente, grande morbidezza ed eleganza.
Insomma, una bottiglia da regalare ad un amico...

Una considerazione generale sui vini di Silvio Nardi che mi ha colpito molto, sono tutti ben caratterizzati da questa entrata in bocca bella ed elegante, senza mai troppe scosse, un'entrata morbida, che è molto di più di un carattere di un vino, qua a Casale del Bosco è uno stile di vita, la spensieratezza che si vive qua, la voglia di privacy e di star bene, sono le componenti che si ritrovano anche nei vini di Silvio Nardi.

A presto... ;)

No comments:

Post a Comment

Contribuisci ad arricchire la discussione, lascia un commento...