Wednesday, August 25, 2010

Bibi Graetz, i suoi vini ed i suoi fantasmi

Non può esserci un castello medievale senza una storia. Tra congiure, passaggi di proprietà, torri e sale tortura, non può che crescere una leggenda di un fantasma. Mistero e meraviglia ti assalgono quando varchi il portone del castello di Vincigliata a Fiesole. La curiosità ti spingerebbe a scoprire che cosa si cela nelle segrete del castello, specie quando Gabriele, il mio Virgilio nella visita dell'azienda di Bibi Graetz si mette a raccontarmi la storia del fantasma...

Bianca, una fanciulla ammirata e corteggiata da molti uomini amava però il figlio del peggior nemico della sua famiglia, ma il loro amore sembrò trionfare persino sulla ingiusta faida. Il giorno delle nozze, bianca salì sulla torre in attesa dell'arrivo del suo amato che cavalcando verso la sua futura sposa, venne assalito dai suoi stessi fratelli che lo uccisero davanti agli occhi increduli di bianca. Si narra che Bianca morì di crepacuore ancora nelle sue vesti nuziali...

Una storia adatta proprio ad un castello nato nel 1031, al tempo la proprietà era dei Vinsdomini e Alessandri. Per ben ottocento anni il castello è stato venduto, perso al gioco tra le famiglie più importanti e famose in Firenze, fino ad essere quasi distrutto. Nel 1840 le sue rovine catturarono l'attenzione di un lord inglese, John Temple Leader, che si imbattè in questo pittoresco rudere e affascinato da tale meraviglia, decise di comprarlo. Il suo sogno divenne quello di poter rivivere la magia del maestoso castello. Fu così che Sir John si affidò ad architetti e alla collaborazione dei più famosi artigiani, scultori, scalpellini, vetrai, pittori fiorentini, che contribuirono alla ricostruzione del castello in ogni suo particolare se­guendo rigorosamente lo stile medievale. Rinasce così Vincigliata. Circa un secolo dopo Vincigliata fu comprato dalla famiglia Graetz che tutt'ora ne è proprietaria.
Graetz, conoscete forse molto bene il signor Bibi Graetz. Un personaggio eclettico, un pittore, figlio di uno scultore, che circa dieci anni fa ha dato sfogo alla sua grandissima passione per il vino creando appunto l'azienda Bibi Graetz. I suoi vini sono la lampante prova di come un prodotto buono ma sicuramente non nel miglior territorio votato alla viticoltura, può diventare un'icona grazie alla sapienza commerciale dello stesso Bibi. Metti un' etichetta affascinante ed innovativa, metti un nome intrigante come Testamatta, Soffocone, Cicala, Bugia... e queste bottiglie diventano presto uno status symbol.

Veramente interessante la realtà di questa azienda creata intorno al castello. Girando per i giardini contornati di sculture ed entrando in stanze adibite all'affinamento in botte capisci che questa azienda ha qualcosa di speciale. Si percepisce la pace che c'è in un luogo come questo, uno di quei luoghi da film dove gli artisti trovano la propria dimora creativa e dove tutto è equilibrato a prova di ambiente. Si percepisce la passione per il buon vino e per il fare le cose per bene. Bibi è riuscito, anche grazie ai suoi collaboratori, a creare un brand, un marchio veramente interessante che fa gola a molti appassionati di vino.

Basta pensare alle battute all'asta del Colore, vino punta di diamante dell'azienda. Con nomi non consueti e dell' etichette glamour è veramente un esempio da seguire per la strategia di un marchio. Posizionato nei migliori scaffali e nelle migliori enoteche ormai di gran parte del mondo ho però un appunto da fare.
I suoi prodotti e la linea presa fino ad ora sono veramente 2.0, ma allora perché non troviamo un sito sull'azienda? A mio avviso è un vero peccato che non ci sia comunicazione sulle piattaforme dette "2.0". Il brand Bibi Graetz sembra fatto apposta ma l'unica cosa che troviamo è una pagina su Facebook ed un sito ancora in fase di costruzione.
Comunque apparte questa riflessione posso soltanto dire che Bibi Graetz è una buona azienda, fa dei buoni vini, certamente non saranno portavoce del cosidetto terroir, ma hanno sicuramente una loro personalità.
In questa visita ho avuto modo di assaggiare la Bugia '07, ansonica al 100% prodotto da alcuni vigneti dell'isola del Gilgio e devo dire mi ha veramente stupito. Ma di questo parlerò nel prossimo post.

Vorrei ringraziare Gabriele per la sua gentilezza e pazienza che ha avuto nel farmi fare il giro dell'azienda soddisfacendo ogni mia domanda e se vi capiterà di farci un salto andateci, sicuramente vale la pena.

A presto... ;)

2 comments:

  1. Sono stata anch'io in visita all'azienda Testamatta qualche settimana fa e non posso che confermare tutto quello che hai scritto tu. Io ho acquistato un Bugia 2007 che ho bevuto giorni dopo a cena con il mio ragazzo...sono rimasta stupita anch'io. Aspetto con impazienza il tuo post su questo vino per leggere cosa ne pensa un esperto...
    Un saluto da Padova,
    Allegra

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