Saturday, August 21, 2010

Bramito del Cervo '08 Umbria IGT Castello della Sala

Oggi pubblichiamo un articolo del nostro amico Ruben Fossati, che tornato dalle ferie avrà senza dubbio dei buoni spunti sulle sue bevute sotto l'ombrellone.
Interessante forse lo spunto per una discussione più ampia. Troviamo spesso vini che non raffigurano il così tanto ormai citato terroir, frutto del mercato che vuol malleare un territorio perché torna meglio per saziare nell'immediato il Dio denaro ma che non ci accorgiamo che così si uccidono tradizioni e territori facendoli diventare una forma di omologazione totale globale. Per fortuna le aziende non sono proprio tutte così e qualcuna può dire ancora che fa parte di un territorio...
Navigando sul web qualche tempo fa mi è capitato di imbattermi nella curiosa definizione dell'enosnob che credo proprio non mi si addica del tutto, nella convinzione che il recupero e la valorizzazione dei vitigni autoctoni siano la strada giusta da intraprendere, qualche volta mi capita di cedere alla tentazione...

Per i più curiosi riportiamo quanto scritto proprio da Antinori sulla vinificazione di questo vino:
Il Bramito del Cervo Umbria IGT è ottenuto da sole uve Chardonnay provenienti da vigneti situati ad un'altezza tra i 200 ed i 400 metri s.l.m. in suolo derivante da sedimenti fossili marini con infiltrazioni d'argilla presso il Castello della Sala, tenuta umbra dei Marchesi Antinori. I grappoli, appena raccolti, sono stati raffreddati e convogliati all'interno di particolari serbatoi in grado di mantenere la temperatura a 10°C senza alterare le caratteristiche varietali dell'uva. Dopo alcune ore di contatto con le bucce, il "mosto fiore" è stato trasferito in barriques di rovere francese (Alliers e Troncais) dove si è svolta la fermentazione alcolica e parzialmente quella malolattica. E' seguito un periodo di affinamento in legno di circa 5 mesi dopo il quale il vino è stato assemblato ed imbottigliato. Alcool : 12,5% vol.

Ma passiamo alla degustazione...
Nel bicchiere appare limpido di un giallo paglierino splendente con riflessi dorati. Il profilo olfattivo è ben delineato con un primo impatto burroso su note boisè per poi distendersi su profumi fruttati di pesca e ananas, note balsamiche e minerali. In bocca seduce con la sua morbidezza ed eleganza mostrando di avere ottima struttura ed una buona corrispondenza gusto-olfattiva. Chiusura ammandorlata di discreta persistenza con la giusta dose di sapidità a rendere il finale ancor più accattivante.

Una valutazione complessiva di 3,5/5 stelle, di indubbio rapporto qualità/prezzo e facile reperibilità (anche al supermercato), si rivela un vino di immediata gradevolezza e rotondità anche grazie ad una vinificazione studiata nei minimi
particolari atta ad esaltare il carattere varietale dello Chardonnay. Misurato e fine, in piena sintonia con lo stile Antinori sembra strizzare l'occhio, sebbene senza eccessive pretese, sia al gusto che nel packaging ai cugini d'oltralpe di scuola borgognona.

Hai capito il nostro amico Ruben??? :)

A presto... ;)

3 comments:

  1. Credimi Ruben, tu sei un enosnob più di quanto pensi :)

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  2. Dici?...ma se il mio vino preferito (al momento) è un Carmignano ovvero a parer mio il giusto connubio tra autoctono e alloctono...

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  3. Ricordati che l'autenticità ormai è sinonimo di enosnob :)

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