Wednesday, August 25, 2010

“Poggio dei Gelsi 2008” Est! Est!! Est!!! di Montefiascone DOC (Falesco)

Capita spesso di rispolverare vecchi ricordi davanti ad una bottiglia di vino, e quando qualcuno ti parla di un vino che l'ultima volta lo hai avuto nel tuo locale dove organizzavi aperitivi a tema circa 15 anni fa, bhé allora non può che accendersi un sorriso ricordando quei bei tempi in cui bastava essere un pò creativi per creare delle serate veramente fuori dalla norma. Ruben oggi mi ha passato una sua degustazione di un Est! Est!! Est!!!, un vino che veramente è da quei tempi che non sentivo nominare. Mi ricordo la storia che c'è intorno all' origine del nome, ed infatti, il pezzo di Ruben inizia proprio così...
Che in Italia si possa gustare del buon vino, anzi ottimo, è ormai cosa risaputa, però forse non tutti sanno che esiste un vino di antica produzione che ha una data di nascita certa, trattasi dell'Est! Est!! Est!!! di Montefiascone il cui particolare nome deriva da una leggenda molto antica:
“Nel 1111 Enrico V di Germania, futuro Imperatore del sacro Romano Impero, stava raggiungendo Roma per essere incoronato da Papa Pasquale II, in viaggio con lui era presente il vescovo Johannes Defuk, fine intenditore e amante del buon vino. Per poter assaporare solo i migliori vini prodotti allora nell’Impero, il vescovo inviò in avanscoperta il suo coppiere Martino, con l’incarico di fermarsi nella locanda di ogni borgo che avrebbe incontrato lungo la strada per Roma, per assaggiare il vino prodotto localmente. Ogni volta che il vino era degno del palato del sovrano, e di quello del vescovo, Martino doveva lasciare un segnale, una sorta di codice, ovvero la scritta “EST”, ovvero “c’è”, sulla porta della locanda, intendendo così “qui c’è buon vino”. Quando Martino giunse a Montefiascone ed assaggiò il vino di quel borgo incastonato tra le colline dietro il lago, ne fu talmente entusiasta che volle lasciare al vescovo un segnale speciale quanto il vino appena scoperto. Scrisse quindi tre volte il segnale e lo rafforzò con dei punti esclamativi in un crescendo quasi sinfonico: Est! Est!! Est!!!”. Sopraggiunti anche Enrico V ed il vescovo, furono a loro volta tanto entusiasti del vino decidendo dunque di prolungare la loro permanenza a Montefiascone per alcuni giorni.

Successivamente, terminata la sua missione, il vescovo tornò in seguito nel borgo e lì restò fino al giorno della sua morte, avvenuta, secondo la leggenda stessa e non senza chiara ironia, proprio per aver bevuto in eccesso. Venne sepolto nella chiesa di San Flaviano, dove ancora oggi è possibile leggere sulla sua lapide l'iscrizione 'Per il troppo Est! qui giace morto il mio signore Johannes Defuk'. La cittadina di Montefiascone ricevette come segno di riconoscenza un'eredità di 24000 scudi in cambio dell’unica richiesta scritta nel testamento dal monsignore: versare una botticella di vino sulla sua tomba ad ogni anniversario della sua morte.”

Ma passiamo a qualche dato tecnico sul Poggio dei Gelsi.
Il “Poggio dei Gelsi '08” è ottenuto da una selezione di uve (30% Procanico – 30% Malvasia Bianca – 40% Roscetto) provenienti dallo storico vigneto “Poggio dei Gelsi” dell'Azienda Vinicola Falesco (i fratelli Cotarella vi dicono nulla?). La vinificazione avviene in serbatoi di acciaio inox a temperatura controllata, senza lo svolgimento della fermentazione malolattica per preservare il carattere varietale dei vitigni cui è composto, segue successivo affinamento in bottiglia.
Ma passiamo alla degustazione...
Nel bicchiere si presenta con un colore giallo paglierino chiaro, brillante e trasparente con riflessi verdolini. Al naso sfoggia profumi intensi, puliti e gradevoli su note di fiori bianchi quali biancospino, glicine, muschio bianco e di frutta matura (pera, ananas e mela golden), il tutto sorretto da una lieve punta minerale. In bocca ha una buona corrispondenza gusto-olfattiva, un vino morbido con nerbo sottile nel complesso abbastanza armonico, chiude con un finale abbastanza persistente con ricordi di susina e mandorla.
Seppur trattandosi di un prodotto di media gamma per Falesco, dobbiamo rendere giusta lode a questo calice di buon vino poiché riesce a dare una nuova dimensione della DOC di Montefiascone proponendo in sintesi lo stile ed i parametri qualitativi “caratteristici” dell’azienda. Da consigliare a chi durante le ferie avesse esagerato con etichette pesanti dal punto di vista monetario ed alcolico, insomma una bottiglia che ti riconcilia con i vini “normali”.


A presto... ;)

No comments:

Post a Comment

Contribuisci ad arricchire la discussione, lascia un commento...