Friday, October 22, 2010

Binel ’07 Germano Ettore


Ed ecco che dopo una bella sera al Savoy di Firenze dove si è svolta la quarta edizione di God Save The Wine, l'inviato impreziosisce la serata con questo bel post che parla di un viticoltore veramente grande e di cui abbiamo già parlato di un suo vino in questo blog.
Non voglio anticipare altro, quindi...
A te la linea Alessandro!!!
E’ tutto scritto nella retroetichetta di questo Langhe Bianco DOC nato dalla grande passione per il Riesling Renano di Sergio Germano (che ho avuto l’onore di conoscere) unito allo Chardonnay, ottenuto da una piccola produzione realizzata da un progetto maturato da tempo alla cantina di Serralunga d’Alba. Elettrizzante match di due vitigni di grande espressione territoriale, a pieno diritto langaroli, dosati in parti quasi uguali (variano a seconda delle annate), fermentati in acciaio e parte in legno nuovo per circa nove mesi (più altri sei di affinamento in bottiglia prima della messa in commercio), che concorrono a creare - un vino per appassionati e degustatori anticonformisti – (non convenzionale direbbe qualcuno;). A me non resta che assaggiarlo e godermelo nel suo contesto migliore, a tavola.

Questo Binel 2007 mi cattura fin dal primo sguardo, brilla di luce propria come pochi altri, mostra vivezza e consistenza a tutto bicchiere, riflette una tonalità giallo paglierino tenue con riflessi oro. Al naso punge, solletica, poi si apre con eleganti note di frutto fresco a polpa bianca e gialla, ma anche disidratato come l’albicocca, fiori di campo, lasciando presto il respiro a sfumature più intriganti di anice verde, finocchio selvatico, e ancora, vaniglia netta ben integrata, nocciola, empireumatico di crosta di pane, un lontano fumé, anzi, affumicato, speck (dell’ Alto Adige, si:)!
In bocca l’attacco è piacevolmente fresco, fa a lungo salivare, d’impronta sapido e spiccato minerale; trasmette gusto e sostanza, riconfermando il frutto ricco percepito al naso; si spande rotondo evidenziando corpo pieno e bella struttura, alcolicità importante (14% in etichetta), in equilibrio con le morbidezze fino a lasciare la cavità orale bella asciutta una volta deglutito.
E’ un vino che ha tutto, immediatezza di beva e raffinatezza gustativa, aromaticità e persistenza con rimandi lunghi, qualità alta, sicuramente già pronto da bersi ma che poteva/può dare ancora molto nel tempo.

Si è ben abbinato con dei crostoni di pane abbrustolito e ammorbidito con cavolfiore lesso, un colpetto d’aglio e olio extravergine d’oliva bio, un piatto frugale già autunnale. Non ce l’ha fatta invece con la persistenza decisa di un pecorino sardo stagionato.

A presto... ;)

1 comment:

  1. Good vibrations ! è proprio il caso di dire ;)

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