Friday, November 12, 2010

Cavalli Tenuta degli Dei


Non sono sicuramente vini da Grappolo Rosso, questo va detto. Non saranno certo vini del cuore, deve essere detto anche questo. Ma quando l'inviato mi sale in passerella non posso che ammirare sia la sua curiosità che la sua grandissima passione che lo porta ad esplorare anche gli angoli più estremi, dove anche il più stravagante wine lover avrebbe dei timori ad adentrarsi, tanto è diverso il mondo da dove arriva questa categoria di produttori che negli anni si fanno sempre più numerosi e cercano di scrivere una storia, a modo loro come hanno sempre fatto.
Non ci resta che ascoltarla...
A te la linea Alessandro!!!

Toscana, gennaio 2010. Visita e degustazione alla Tenuta degli Dei a San Leolino a due passi da Panzano in Chianti, nel cuore verderosso ad alta vocazione agricola del Chianti Classico, nella tranquilla azienda del noto stilista Roberto Cavalli e del figlio Tommaso che la conduce con grande attaccamento. Qui, oltre all’autentica passione per i cavalli da trotto, da un po’ di anni si produce vino. Cavalli Selection è l’etichetta che contraddistingue la nuova sfida intrapresa, tutta francese, ovvero, niente Sangiovese, dei vini di taglio bordolese. L’altra è l’esclusiva Cavalli Collection, bottiglia nera sontuosa a tiratura limitata. Sono vini eleganti e ricercati nello stile (glamourissimi entrambi, non poteva essere diversamente), per appassionati del gusto internazionale, ma non solo. Vini con grande potenzialità di invecchiamento, volutamente creati con uve di Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Merlot, Petit Verdot e Alicante, in percentuali che poco variano di anno in anno. - Quest’ultima è la prima uva ad essere raccolta nella proprietà di Firenze (che contribuisce alla produzione-vinificazione con tre ettari e mezzo dislocati a quota 50m slm) a fine agosto, per chiudere con il Petit Verdot intorno al 20 di ottobre sulle colline di Panzano (per ora tre ettari e mezzo, qui a 350m slm) - ci spiega Tommaso. Vitigni e uve sono lavorate separatamente: fermentazione-macerazione per due settimane circa, follature, delestage, malolattica e maturazione in barriques di rovere francese per 18 mesi, affinamento in bottiglia per un anno. - Qualità in vigna e in cantina è l’imperativo per affermarsi nel tempo - e si sente. Enologo Carlo Ferrini. Bottiglie prodotte annue 40.000 ca.

Tenuta degli Dei 2005 Toscana IGT (etichetta “Zebra”)
Rubino acceso luminoso brillante. Sentori di spezie dolci che si evolvono in tabacco, scatola di sigari, tostatura. Bouquet di frutto integro maturo a bacca rossa e nera. Ingresso in bocca deciso, tannino ancora esuberante, discreta morbidezza ma non ancora in equilibrio. Buona struttura, alcol discreto, difetta un po’ in freschezza al momento.

Tenuta degli Dei 2006 Toscana IGT (etichetta “Farfalla”)
Rubino con tonalità porpora cristallino. Naso che si apre con spezie e sentori del territorio che si esaltano al palato con mineralità, frutto integro, tannini più smussati, buona freschezza, morbidezza, sapidità, struttura e discreta lunghezza gustativa. Potenzialità nel tempo.

Tenuta degli Dei 2007 Toscana IGT (etichetta “Rose” di prossima uscita)
Rubino violaceo compatto. Sprigiona netti i sentori di spezie, carne, frutto. L’attacco in bocca è deciso, buoni tannini da affinare, elegante, pulito. Gode di un ottimo Petit Verdot (25%). Molto etereo al naso: cipria, smalto. Sapido, fresco, discreta morbidezza e lunghezza retro gusto-olfattiva. Si evolve piacevolmente nel bicchiere in spezie dolci e cioccolato, meno di cuoio e liquirizia. Carezzevole al palato il frutto con predominanza di ribes nero, mora, ciliegia.

N.B. Tenuta degli Dei 2004 Toscana IGT (etichetta “Ghepardo”) è stato la prima bottiglia ad uscire sul mercato (una nicchia di poco più di 2.400 unità prodotte) ed è esaurito (da collezionare per chi ce l’ha ancora).

Interessanti i campioni di botte, tutti da vendemmia 2008:
Merlot di Firenze: (terreno argilloso)rosso porpora-violaceo lucente compatto. Profumi caldi, eleganti al naso, che non trovano piena corrispondenza all’ assaggio, corposo, non troppo esaltante.
Merlot di Panzano: (terreno povero sciolto)sentori di humus, note minerali
ferrose (carne); in bocca è pieno, ricco di frutto, con bella freschezza acida, lunghezza e persistenza. Tannini già discretamente setosi, morbido, caldo e abbastanza complesso. Notevole, rispecchia il territorio.

Petit Verdot di Firenze: rosso porpora-rubino brillante; sensazioni assonanti col Merlot di Firenze: caldo, speziato, frutto rosso e nero polposo, discreto equilibrio nel complesso, comunque sapido, fresco, dal finale piacevole e
pulito.
Petit Verdot di Panzano: decisamente più fine al naso, complesso, con sensazioni marcate di frutto nero: mora, amarena; intrigante speziatura, humus, mineralità; coerente in bocca. Spicca in freschezza e sapidità, ricchezza di frutto persistente; ha corpo, tannini decisi, buon equilibrio e lunghezza gustativa. Interpreta bene la tipicità del territorio.

A presto... ;)

6 comments:

  1. Ciao Jury e grazie, ho assaggiato il Rose 2007 due giorni fa alla Biennale Enogastro a Firenze e l'ho trovato davvero buono, uno dei migliori a riconferma che lavorano bene, dopo il fuoriclasse Tignanello e Pergole Torte a sé (:

    ReplyDelete
  2. Concordo con l'inviato: assaggiato anche io in occasione della Biennale, al dilà del primo impatto evidentemente piacione, questo vino ha dimostrato personalità evidente in bocca. Avrà futuro avrà futuro....

    ReplyDelete
  3. ah! quando si parla del terroir!, chi meglio di uno stilista eccentrico e milionario può capire questo concetto!!! :D

    ReplyDelete
  4. L'inviato è fashion victim...

    ReplyDelete

Contribuisci ad arricchire la discussione, lascia un commento...