Friday, November 26, 2010

I Pinot di Macea


Ed ecco un nuovo pezzo dell'inviato che oggi ci porta nel cuore della Toscana a conoscere un'azienda che vale veramente la pena di assaggiare, quindi...
A te la linea Alessandro!!!

Suggestivo è lo scenario che si fa intorno: Appennini a nord-est (Tosco- Emiliani), Alpi Apuane a nord-ovest e in mezzo tra le colline il piccolo anfiteatro naturale di Macea. Siamo a mediavalle del fiume Serchio alle porte della Garfagnana all’altezza di Borgo a Mozzano (Lucca), in visita all’Azienda Agricola Macea nella località da cui prende il nome. Luoghi stupendi, paesaggi da cartolina, dov’è possibile rigenerarsi a pieni polmoni a contatto con la natura rigogliosa fitta di boschi e grazie anche alla confortevole ricezione agrituristica. L’azienda è condotta dal giovane e bravo enologo Cipriano Barsanti (dello staff tecnico Cosimo Maria Masini di San Miniato, anche) insieme al fratello Antonio. E’ una piccola realtà con una grande storia da raccontare, lunga è la tradizione agricola familiare, solida di quei valori autentici come non se ne trovano più e salda come le pietre della casa torre del XVmo secolo dove ha sede. Tanta esperienza e sperimentazione sul campo. Dal 2003 opera in conduzione biodinamica e sin da inizio millennio si è orientata alla viticoltura rilanciandosi con know-how e determinazione, impegno costante.
Ha una superficie vitata di circa tre ettari e mezzo sparsa tra le ripide pendici delle colline circostanti, con altimetrie che variano da 200 a 600 m slm, dove si coltivano principalmente vitigni autoctoni locali. A questi va ad aggiungersi un ettaro in affitto nella zona di San Gennaro fuori di Lucca allevato a Merlot e Vermentino; quest’ultimo già in commercio con la vendemmia 2009 e il rosso di prossima uscita: in etichetta Rugiagli.

Terreni misti ben drenati, fattori climatici come freddo d’inverno, piogge d’ autunno, aria fresca e mite in primavera e d’estate, apportano qualità ai grappoli sulle piante. Le uve autoctone che ritroviamo nel Toscana Rosso IGT Campo Caturesi (segnalato qualche anno fa sulla Guida de l’Espresso “best buy” per qualità/prezzo) sono: Montanina, Bracciola, Tannet (che non è il Tannat francese), Sangiovese e Merlot da vecchi vitigni di cloni produttivi. Tutte le uve vengono raccolte esclusivamente a mano, in più passaggi tra i filari, con il solo ausilio di un piccolo cingolato attrezzato per agevolare il trasporto delle cassette. Diraspate e spremute, per gravità vengono convogliate in mastelloni da 10 hl dove si svolge la prima fermentazione con follature manuali e pochissimi travasi. Successivamente svinate direttamente in barrique scariche dove restano a lungo a contatto con le bucce, sia per i rossi che per i bianchi, per la fermentazione lenta. Seguono batonnage. Dopodiché imbottigliate e lasciate ad affinare nelle segrete della cantina.

Spillati direttamente dai tini in acciaio i vini in divenire, abbiamo assaggiato:

Campo Caturesi 2009
Colore buccia di cipolla rossa, bello luminoso e vinoso sincero; lampone netto al naso, tannino notevole, acidità e freschezza del frutto, gusto, scorrevolezza (alcol intorno al 13%).

Pinot Nero 2009
Aromi intensi e costanti del varietale, note balsamiche, fragolina di bosco netta al naso; freschissimo, gustosissimo, tanto minerale, ancora due anni di maturazione e affinamento prima di uscire sul mercato.

Fuorizona Merlot 2009
Stesso procedimento di vinificazione dei precedenti vini con estrazione leggera; frutto ricco e molto minerale, alcol e struttura di maggior impatto: - è già un notevole risultato da vigna ancora giovane -.

Pinot Nero 2010
Luminoso, vinoso, già tanto profumato. Appena messo in legno direttamente con le fecce, che apporteranno struttura, vi starà per un anno; batonnage ad ingrassarlo un po’: - il clima freddo della zona lo aiuterà nella maturazione riducendo i rischi di riduzione.

A tavola a pranzo abbiamo degustato:

Macea Pinot Grigio 2009
Ramato velato, intenso fruttato a polpa bianca e rossa (matura a contatto con le bucce e non è filtrato), fresco, minerale, grasso, - un bel risultato -, tanta potenzialità.



Campo Caturesi 2003
Rosso profondo luminoso, spicca per pulizia ed equilibrio, gusto e lunghezza di beva ancora bello vibrante, sembra aver fermato il tempo.



La gamma di produzione è tutta a IGT. (www.macea.8k.com)

A presto... ;)

3 comments:

  1. E poi, mi ha parlato di compost da letame di vacca e compostaggio e processi bio, batteri, codici, utilizzi...ma sarebbe meglio ne parlasse lui, l'amico Cipriano, che saluto e ringrazio per la disponibilità e la calorosa accoglienza.

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  2. Grazie Alessandro! Che dire un report coerente e preciso della giornata trascorsa insieme! Credo fermamente che una visita quando è trasparente e verace valga più di qualsiasi certificazione o marchio di qualità! Visitiamo le aziende impariamo a guardare i terreni ed immediatamente capiremo chi abbiamo difronte ...............

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  3. Chiedo venia. Il Pinot nero assaggiato dalla botte è da vendemmia 2008.

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