Tuesday, November 2, 2010

Langhe Nebbiolo DOC ’06 Massolino

Ed ecco un nuovo articolo dell'inviato che oggi ci racconterà un Nebbiolo particolare. Il Nebbiolo, uno dei grandi vini, per molti è IL grande vino.
Oggi l'inviato ci parlerà proprio di questo vitigno nobile quindi...
A te la linea Alessandro!!!
Premetto che anch’io sono un estimatore del Nebbiolo vino e vitigno in tutte le sue immense espressioni, ma non ho un’esperienza tale da poterne parlarne autorevolmente a pieno titolo. Me ne scuso. Più semplicemente, da entusiasta appassionato quale sono (di Bacco ma anche di Cerere), da quando ho cominciato ad apprezzarlo, diciamo che non mi lascio scappare occasione per assaggiarlo. Dai tradizionali ai moderni Barolo e Barbaresco (di vari cloni: Lampia, Michet, Rosé, che conosco solo di nome:) per Langhe quando ho la fortuna di andarci agli assaggi e degustazioni random più o meno didattiche. Provo poi a carpirne le sfumature dalle numerose Docg del Piemonte come Gattinara, Ghemme (Spanna), Roero, dalle numerose Doc e, altrettanto eleganti, dalle molteplici espressioni territoriali dalla Val d’Aosta a quelle più marcate e longeve della Valtellina: Superiore e Sfursat (Chiavennasca); dalle grandi riserve quando mi capitano.

Da un soggiorno da poco trascorso tra le colline delle Langhe, terra meravigliosa, toccasana per il corpo e per lo spirito (fortunatamente con più sole che brume), ho avuto modo di rivivere emozioni infinitamente piacevoli come quelle provate all’azienda Vigna Rionda dei fratelli Massolino con la loro bella produzione di vini da vitigni autoctoni coltivati sulle scoscese pendici di Serralunga d’Alba (CN): fragranti Dolcetto e vinosi Barbera, eleganti Nebbiolo e più complessi Barolo (Crus, Chardonnay e Moscato non assaggiati).

Ma è il Langhe Nebbiolo o “Barolino” come lo chiamano qua, quello che mi è rimasto di più di tutti. Un 2006 vuoi già pronto rispetto al fratello maggiore, ammiccante, dal colore caratteristico rosso granato scarico ma pieno di vivezza e luminosità. Ampio e avvolgente nei sentori suadenti di frutta rossa non ancora del tutto matura e fiori non più freschi sin dal primo respiro, essenze di bosco e sfumature del territorio come terra bagnata, tartufo, funghi secchi e ancora; fine in bocca, con notevole spalla acida, trama tannica importante ma già setosa, alcol bilanciato (14 gradi e non sentirli), struttura, persistenza.

Alla fine posso dire che ogni sorso di questo vino gratificante mi ha scaldato il cuore, senza accorgermene mi ha invogliato a riberlo con gusto. Come gli altri della gamma assaggiati, anche questo nettare di Nebbiolo si è palesato eccelso, pulito, schietto per qualità e prezzo.

3 comments:

  1. Bello, anche nel prezzo, quello di Vajra (Barolo) assaggiato all'ultimo God save the wine !

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  2. Mai provato, ma grazie al tuo post, quasi quasi...

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