Tuesday, November 23, 2010

When in Rhône... Chateauneuf-du-Pape Vieilles Vignes ’04 Tardieu-Laurent


Un brivido di Francia ci consente oggi l'inviato. Tra le sue ultime uscite è andato a scovare un vino che vale la pena di leggere, tutto di un fiato, quindi...
A te la linea Alessandro!!!
Appellation Chateauneuf-du-Pape Controlée - Red Rhone Wine. Un’altra enoteca* tentatrice è stata quella in cui, qualche anno fa, in tempi meno incerti di oggi, si fa per dire, acquistai questa bottiglia, per un botto di soldi!, incuriosito da tanto nome e affascinato da tanta etichetta (con tanto di bollino wines & spirits selection dell’importatore), più per bramosia che per conoscenza vera e propria del suo contenuto. Custodita con cura e, a parte qualche perplessità ricorrente su cosa abbinarlo, non avendo molta dimestichezza con questa tipologia di vino, ho desiderato a lungo di stapparla e che fosse il momento più adatto visto che non mi decidevo mai. Scartabellando e navigando nel mare dell’informazione per saperne di più, leggo tra le note del négociant(s) della piccola cittadina di Lourmarin (tra i 200 borghi più belli di Francia) nel cuore della Provenza, Valle del Rodano meridionale nella parte più ad est del distretto di produzione, Cotes du Lubéron, che l’età delle vigne, di cui vanno orgogliosi, è di cinquant’anni e più, mentre le radici ben profonde e salde nel terreno aiutano le viti ad affrontare con maggior resistenza le variazioni climatiche, come il freddo vento Mistral, garantendo una maturità più costante degli acini e donandogli sentori (primari) più franchi, intensi e tipici dell’ambiente circostante. E ancora, della lunga conoscenza intima dei terroirs e dei vini; della relazione diretta e sincera con i vignerons; delle attenzioni in cantina per elevarli in botte da 18 a 24 mesi; del condividere una passione fatta di valori semplici ed essenziali e di vini al naturale. Così è che l’ho aperta.

Bottiglia borgognotta massiccia, di quel tipico colore verde-marrone marcio; tappo bello integro; capsula spessa con logo in rilievo. Colore luminoso rosso rubino evoluto, con riflessi violacei e tonalità granato sfumato al bordo bicchiere. Di buona consistenza, disegna archetti e lacrime copiosi. Bouquet delicato e complesso, caldo e intrigante. Primo naso di note animali… merde de poule?, meglio foxy, che mi rimandano ai Pinot Noir di Borgogna; poi, tabacco bagnato, liquirizia, resina di pino, piccole bacche di macchia, terra, un po’ di volatile passeggera. Gradualmente si svela in suadenti note speziate, pout pourri di erbe e fiori appassiti, nuances di tostatura e balsamico fino ad un ampio fruttato variegato di bacche rosse e nere mature e all’alcol ben integrato. Gusto ed eleganza che non sentivo da tempo. In bocca si distende con lunga freschezza e piacevole sapidità netta, largo e vibrante. Di notevole struttura ed equilibrio, morbido e con tannini setosi, frutta confit (visto che parla francese), liquirizia, spezie e tanto minerale. Finalmente un bel vino, un bel blend, armonioso, mix di uve ben giocate (e risultato di un savoir-faire di lunga tradizione anche in questa parte della Francia); da bersi anche da solo, ma con moderazione, constatato che si ripropone sornione con tutta la sua forza alcolica. A volergli trovare un difetto? Non lunghissimo al retrogusto e un leggero ammandorlato in fondo in fondo. Abbinato con un filetto di vitello al pepe verde con contorno di spinaci.

Brevi note generali (da Vini del Mondo di Tom Stevenson): Varietà di uva utilizzata per l’assemblaggio : Grenache (Cannonau/o), Syrah, Mourvèdre, Picpoul, Terret Noir, Counoise, Muscardin, Vaccarèse, Picardan, Cinsault, Clairette, Roussanne, Bourboulenc.
Terreno : Calcareo misto argilla con strati pietrosi in superficie e marne. C- d-P è famosa per i suoi massi erratici color crema (vedi Wikipedia).
Clima : Mediterraneo con maggior esposizione a improvvisi cambiamenti atmosferici e piogge violente di quanto non avvenga nel Rodano settentrionale.
Vinificazione : stile tradizionale - pieno, scuro, speziato e longevo -; stile moderno - denso e succoso di beva più immediata -.

*Sto parlando dell’enoteca Vino e Convivio del grande Giovanni e Lido e Giuseppina di fuori Lucca, quando ancora era in due stanzette pigiate di bottiglie selezionate da tutto il mondo e si chiamava Formaggi & Co..
Trasferitasi a pochi metri di distanza, è tutta nuova e accogliente.

A presto... ;)

1 comment:

  1. ..non ha perso fibra e vibra nei giorni successivi..mineralissimo....

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