Friday, April 30, 2010


Per chi vuol passare un pò di tempo tra negozi, enoteche, gelaterie e cioccolaterie aperte per tutta la città più bella del mondo basta che ci vada!

Stasera a Firenze ci incontreremo tutti per la notte bianca, passeggiando in qua e in la, speluzzicando qualcosina qua e qualcosina la arriveremo presto alle 5 di mattina quando, per chi resisterà fino a quell'ora, potrà partecipare ad un evento unico, l'ultimo monologo messo in piedi dal mitico Leonardo Romanelli " Volevo essere pasticcere" che chiuderà la serata di insomnia fiorentina, dove? non ci crederete, al palazzo vecchio.
Grappolo Rosso ci sarà, forse un pò acciaccato ma ci sarà e voi?

Thursday, April 29, 2010

Il carattere dei vini secondo Curtaz

Ed ecco, finalmente ho un pò di tempo per inserire il post sulla degustazione con Federico Curtaz a Villa Bertelli di Forte dei Marmi della scorsa domenica che parlava del carattere dei vini.
Flysch, argille, calcari (e terre acide) sono stati i topic della degustazione che hanno visto tre tipi di vino a confronto e nel finale, proprio con il terzo vino, praticamente di casa, abbiamo assistito ad una piccola verticale. Adesso passo la palla ad Alessandro, di cui sentirete parlare molto spesso su Grappolo Rosso, che da buon appassionato ha preso un bel pò di appunti e che potete vedere nei video alla sinistra della visuale della mia fotocamera :)
A te la linea Alessandro!...

All’interno della manifestazione Forte divino si è svolta un’affascinate degustazione con una delle personalità più note e carismatiche nel mondo della viticoltura e dell’enologia italiana: Federico Curtaz.
“Il suolo è il protagonista del vino”. Esordisce così con il suo racconto-viaggio attraverso le numerose realtà e progetti che segue in giro per l’Italia da libero professionista dopo il lungo e formativo cammino come agronomo per l’azienda di Barbaresco di Angelo Gaja. Si resta colpiti dalla disponibilità e la passione che emana. Invita a conoscere i luoghi dove si fa il vino, visitarli, annusarli, assaggiarli. La terra, il territorio, l’ambiente sono il punto di partenza; la vite è lo strumento, l’uomo l’artefice ma pur sempre un ingranaggio del meccanismo e Curtaz ci tiene a sottolineare che non esistono verità assolute, solo sensazioni originali alle quali bisogna tornare.

SE, Tenuta di Fessina
La degustazione ha inizio con uno Chardonnay in purezza da vendemmia 2008 dell’ azienda Tenuta di Fessina, nuova sfida tutta siciliana insieme alla produttrice Silvia Maestrelli, nome in etichetta “SE”. Coltivato su depositi carbonatici nell’area di Calatafimi-Segesta (nota per il tempio) in provincia di Trapani.
Il terreno è uno strato di 40-50 cm di argille a coprire un deposito di carbonati bianchi come quelli delle Dolomiti e pugliesi. Lo Chardonnay vuole l’argilla, la polpa del terreno, pur sempre in un ambiente povero, giusto per le proprie esigenze. E’ vinificato in acciaio, senza apporto di legno, per 10-12 mesi sui lieviti, poi viene decantato e imbottigliato. Non è poderoso, grasso, barricato. Può andare avanti nel tempo grazie alla bella acidità. La raccolta si svolge a inizio settembre da un unico vigneto. Se ne producono 10-12.000 bottiglie circa.
Il Ph del terreno è 7, ci tiene a precisare Curtaz. Nocciola e burro fuso sono sentori caratteristici del varietale. Nel bicchiere si presenta di un bel vivace color giallo paglierino intenso, come intenso è al naso. Vino essenziale, fine ed elegante, consistente, caratterizzato da freschezza, fragranza del frutto a polpa gialla, di buona struttura, intensità e persistenza gustativa, morbidezza in equilibrio con la componente salino-minerale, pulito, dalla piacevolissima beva.

Vermentino, Az. Altavia
Flysch, termine di origine svizzero-tedesca, è intraducibile nella nostra lingua se non inteso come terreno sdrucciolevole, che si disfa, sottile; alternanza di marne e di sedimenti sabbiosi misti ad argille stratificati, ricchi di sostanze minerali e essenze vegetali che caratterizzano il ponente ligure e che si riscontrano nei vini come il secondo che andiamo ad assaggiare a base Vermentino e taglio di Viogner sempre 2008 dell’azienda Altavia nella zona di Arcagna (nota per il Rossese di Dolceacqua) in provincia di Imperia. Luogo magico, coltivazioni fino a 400 m sul livello del mare, territorio difficile, raccolta manuale, produzioni limitate a 6000 bottiglie circa. Fermentazione in acciaio e malolattica svolta. Non è un vino concentrato, un po’ meno intenso al naso rispetto al precedente, pur sempre dalla spiccata personalità e eleganza. Veste di colore giallo paglierino di buona intensità, cristallino; delicato al naso con sentori di frutta gialla, melone, frutta esotica, macchia mediterranea; corrispondente al palato si caratterizza per freschezza e mineralità gustativa, di buona struttura e equilibrio. Ci viene fatto osservare che è stato chiarificato non più di venti giorni fà.



Il Vermentino di Montepepe
Scenario suggestivo dalle sfumature del terreno color rosa al viola, con pietre bianche-grigie, sabbie: terre carbonatiche che si sono trasformate, si sono sciolte e sono diventate acide, o meglio, basiche-acide al limite della coltivazione, con Ph 5!. Questo è l’ambiente pedologico dove crescono il Vermentino e il Viogner dell’azienda Montepepe di Montignoso in provincia di Massa, siamo tornati in Toscana, in una verticale che ci apprestiamo a degustare delle annate 2008, 2007 e 2006. Qui la vite è al centro, al limite della sopravvivenza e da risultati straordinari. Prevalgono prepotenti i sentori di benzene, idrocarburi, come nei riesling della Mosella e del centro Europa. Vinificazione in acciaio, solo una bassa percentuale in tonneaux da 5hl. Spremitura soffice, decantazione, maturazione sui lieviti fino a maggio-giugno, filtrazione, imbottigliamento. Biotecnologie e lieviti
selezionati per 4-5 giorni max non inficiano, l’evoluzione del vino prende sempre il sopravvento. Sono decisamente vini dal carattere forte, complessi, con grande corredo acido, che non cambiano una volta aperti: vini da amatori educati al bere, sono dedicati a loro, evidenzia Curtaz. I vini si mostrano vivi nel bicchiere, lucenti dal colore giallo paglierino intenso brillante mano a mano che invecchiano. Dai profumi intensi agrumati, pompelmo, mix di erbe e macchia mediterranea, ginepro, pietra e tanto minerale! Il 2006 è più complesso, accattivante nelle note evolute terziari.



Chiudiamo la degustazione con un vino che sicuramente ci affascina e, ci salutiamo con una domanda a cui il tempo darà risposta: i lieviti sono le barrique di domani?

Alessandro (inviato speciale di Grappolo Rosso ;).

When in Rhône... Syrah rosé from Vignerons Ardèchois


Spring is in the air, and the syrah rosé is worthy of whiff...and a swig

It's beginning to look a lot like summer here in the Rhône Valley.

Temperatures are heating up to 80 degrees Fahrenheit / 27 degrees Celcius and the barbecues are heating up too! So now starts the season for rosé wines here in southern France.

I stumbled upon a robust - if I can call it that - rosé from Ardèche that really went well with some grilled steak and white lentil cold salad. Its' from Vignerons Ardèchois, a local cooperative, that makes a variety of wines from the syrah varietal.

But this syrah rosé from Ardèche gave me a bit of a shock when putting down the first glass. This wine is the darkest rosé I have ever seen, looking more like cranberry juice than typical rosé that one normally drinks from further south near the Med. It didn't have that strawberry wine cooler taste to it, more of a syrah that wants to be light on the loafers - something you just expect from a Rhône Valley syrah.

It is all raspeberry. Razzamatazzy smazzamatazzy. No strawberry, no pinky McGoo, it was more than that.

But don't think it's a Vaynerchuk "fruitbomb". It's not. It has a roundness that you can expect from syrah. The finish left me saying "where's the paella?" The aromas make me want to stop working for a week and take a vacation to Séte or Frontignon and camp on the beach, hunt for clams and eat a heaping plate of paella every night.

Not gonna happen, but it takes me there nonetheless.

This wine has the freshness that all rosés have, but this rosé says: "I'm a syrah, so you're gonna get a little more grape, less finesse." So just keep that in mind if you go down this three euro path.

At just 2.99 a bottle here in France you can't go wrong. If you are heading to the French Riviera or heading further west towards Spain, stop in at an Intermarché food market and stock up. Six bottles should last you a while.

And don't forget to save room for paella.

Wednesday, April 28, 2010

Tenuta Buonamico (Parte II) la scoperta di un segreto...



Facendo un giro in fuoristrada nella tenuta ti rendi veramente conto di che tipo di paradiso sia questo pezzo di territorio toscano e della grandezza del progetto Buonamico che è in essere e che dovrà svilupparsi a 360° sulla tenuta. In giro per le vigne Eugenio Fontana mi spiega tutti gli ampliamenti e le mutazioni che avranno i suoi vigneti, che dai 25 ettari attuali diventeranno 35 con una trasformazione geologica dei terreni creando piccoli anfiteatri e unendo, dove necessario, alcuni appezzamenti.

Durante il giro in Jeep c'è anche il tempo per visitare un vigneto storico della tenuta, un vigneto impiantato a Syrah nel lontano 1964 che ad oggi pare sia il vigneto Toscano più vecchio di questo tipo di uvaggio, se non il più vecchio d'Italia mai censito e che va a produrre le uve per il Syrah in purezza dell'azienda, il Fortino.

Rientrando in azienda e andando a visitare le attuali zone di imbottigliamento e affinamento Eugenio continua a spiegarmi come verranno modificate anche queste zone e devo dire, signori miei credetemi, ho visto anche il progetto su foglio, non ci resta che attendere e vedremo un' azienda da urlo! :).

Nella sala di degustazione abbiamo assaggiato il Rosato, fantastico al naso con quei sentori quasi da rosso, fiori e frutti maturi ne fanno da padroni, ed in bocca, se fosse una degustazione in cristallo nero, qualcuno, io sicuramente, lo confonderebbe con un rosso. Il secondo vino in degustazione è stato il Vasario, un ottima struttura e finezza di Pinot bianco, elegante in bocca con una bevibilità fantastica, fresco e fine, proprio come si chiede ad un Pinot. Passando ai rossi abbiamo assaggiato poi il Cercatoja, un blend tra Sangiovese, Syrah, Merlot e Cabernet, un colore rubino molto scintillante, al naso un esplosione di bacche, chiodi di garofano, in bocca un entrata prepotente che fa presagire che questo vino può avere una buona longevità e ancora può attendere qualche anno in cantina per dimostrare tutta la sua forza. Infine abbiamo assaggiato il Fortino, Syrah in purezza e signori, un punto in più a questa uva della quale mi stò innamorando sempre di più quando assaggio degli autentici, fini ma potenti Syrah in purezza toscani, fantastico e consiglio chi non lo ha già fatto di provarlo.



Insomma tirando le somme, una bella giornata di sole ed una bella visita in una di quelle aziende da segnarsi sul taccuino. Parlando con Eugenio ho capito veramente che ha voglia di fare qualcosa di veramente grande per questo mondo, un qualcosa che si distacca dall'impostazione industriale della quale si aveva la sensazione qualche anno fa di questa azienda, Eugenio stà cercando con grossi sforzi ma con buoni risultati di portare la qualità in queste zone che tanto avrebbero da dare ma che spesso sono surclassate dalla voglia di fare numeri e non qualità.
Ecco, Eugenio stà cambiando tutto questo con il suo progetto che farà della Tenuta Buonamico un luogo da non poter non visitare e non raccontare. Fa molta sperimentazione sia in vigna, cosa praticamente obbligatoria, ma anche con nuovi prodotti. Si è vero, c'è un segreto ancor più bello, un segreto che proviene da uve bianche, uno di quei vini che facilmente arriverà ad avere il consenso di molti, una bevibilità indiscussa, facile da consumare, un piccolo tesoro, il voto che darei a questa bottiglia della quale mi è stato pregato di non dire il nome perché ancora è praticamente soltanto un prototipo di quello che sarà? ovviamente il voto è 10 e mezzo ;)



A presto... ;)

Tuesday, April 27, 2010

Ettore Germano Hérzu Riesling renano '08



Ampi bicchieri da bianco, in tavola una selezione assortita di formaggi, la bottiglia? Un esperimento per Grappolo Rosso, un Riesling, non tedesco o austriaco ma piemontese, per esattezza della zona di Serralunga d'Alba, un langhe bianco dunque, che se preso con la giusta umiltà non ha niente da invidiare a qualche suo cugino tedesco. Il nome di questo riesling piemontese? Hérzu, dell'azienda Ettore Germano, l'annata è la 2008...

Nel bicchiere questo piccolo tesoro piemontese si presenta con un colore scintillante pieno di luce e riflessi che variano dal verdognolo al paglierino. Al naso si scorgono le tipiche note del riesling, forse meno definito del cugino tedesco ma con sentori sempre caldi, caramellosi. In bocca questo vino fa sentire la sua provenienza e si ricorda della sua origine germanica (crucca :), caldo con punte caramellate ma con una bevibilità assoluta ed una freschezza che mette quasi in difficoltà, un buon vino che non mi sarei mai aspettato di bere stasera e che mi piacerebbe un giorno metterlo a confronto con qualche original german riesling...

P.S.
Ho cambiato il titolo a questo articolo perché come segnalato a Franco Ziliani e Mauro Mattei, questo riesling non è italico ma Germanico :)
Chiedo venia e grazie per la segnalazione!

A presto... ;)

Monday, April 26, 2010

Incontro con Federico Curtaz


Dopo una domenica passata tra degustazioni di bianchi e bollicine a Villa Bertelli di Forte dei Marmi, dove abbiamo partecipato a Forte Divino ritrovando qualche vecchia conoscenza e partecipato ad una degustazione guidata da Federico Curtaz, della quale prossimamente avremo un post gentilmente offerto dall'amico Alessandro Zingoni :), abbiamo incontrato per un faccia a faccia proprio l'enologo Valdaostano ma piemontese di adozione Curtaz, il quale a chiamarlo enologo a mio avviso si ridimensiona l'uomo che ho incontrato.

Signori devo essere sincero, ad un certo punto della conversazione mi son sentito davanti ad un vero e proprio umanista del vino. Chi è nel settore o un semplice appassionato sicuramente conoscerà il Federico Curtaz dei 15 anni di Gaja, ma in questa intervista siamo voluti andare oltre a quello che ha fatto conoscere Federico in tutta italia e se non in tutto il mondo. Gli abbiamo chiesto qual'è stata la sua prima scuola di vino e lui, molto teneramente mi ha raccontato che il suo primo contatto con questo mondo lo ha avuto da piccolo quando sua nonna lo infilava dentro i tini per pulirli. Dopodiché arrivarono i tempi della scuola agraria dove poi divenne docente ma che subito dopo decise di partire con la sfida Gaja, fino al '97, l'anno in cui decise di abbandonare l'azienda piemontese per fare il consulente di molte aziende in tutto lo stivale contribuendo così a casi di successo che difficilmente possono essere elencati qua tutti da quanti sono. Una discussione piacevole, sfociata poi nel gran finale, parlando di Etna e della sua azienda Fessina dove porta avanti un progetto con l'amica Silvia Maestrelli. E a questo punto voglio citare una frase molto bella a mio avviso detta proprio da lui spiegando il perché si è voluto rimettere in gioco in un territorio non suo ma che gli crea sempre qualcosa dentro ogni volta che ci mette piede... "Sentivo come se per tutta la vita avessi preparato gli ingredienti per una grande cena, adesso li ho tutti intorno a me ed è giunto il momento di cucinare, non so ancora con precisione che piatto cucinare ma sento che è il momento di fare qualcosa di mio...". Per quanto riguarda Fessina mi sono fatto raccontare quali sono i vini che maggiormente lo rappresentano e lo caratterizzano, l'Erse perché come dice lui, è un doveroso ringraziamento alla semplicità di questa terra, l'Etna; ed il Musmeci un vino di assoluta aristocrazia e purezza, qualcuno lo ha definito addirittura un barolo siciliano. Sul suo sito c'è un'articolo uscito su un giornale che riporta come titolo "Federico Curtaz lo zingaro delle vigne" quindi, come direbbe qualcuno, la domanda nasce spontanea, che cosa crede di lasciare in ogni territorio dove lavora?, e lui con la potenza e la semplicità di chi sa veramente quello che dice mi ha risposto... "La sensibilità, perché la viticultura e l'enologia sono una questione di sensibilità e di equilibrio, la terra non la puoi cambiare e devi essere umile e capire qual'è il massimo che un territorio ti può dare". Un grandissimo incontro, una delle persone che se le incontri nel momento giusto rischi veramente che ti cambino la vita, umile come chi conosce la fatica ed il duro lavoro della vigna, ma forte e sicuro del suo bagaglio culturale e professionale che si porta dietro. Voglio chiudere questo post con una frase che mi ha detto e che mi ha colpito tantissimo, una frase che secondo me racchiude tutto ciò che di poetico c'è dietro ad un progetto o percorso di vita dettato dalla passione, parlando proprio della passione per quello che facciamo mi ha detto... "Voglio vivere sempre con la serietà di un bambino che gioca" che frase bellissima.

A presto... ;)

Saturday, April 24, 2010

E domani tutti a Forte Divino!


Come annunciato qualche post fa, domani Grappolo Rosso sarà alle prese con un evento a Forte dei Marmi per la rassegna Forte Divino dove parleremo di bianchi e bollicine italiane e non solo, anzi...

La rassegna giunta alla sua seconda edizione si terrà a Villa Bertelli e i presenti avranno la possibilità di confrontarsi tra i banchi di assaggio con oltre un centinaio di aziende consultabili da qui.

L'evento è molto interessante perché oltre ad avere un' ampia gamma di aziende italiane sarà possibile trovare eccellenze provenienti dalla francia (quindi anche Champagne), aziende spagnole, tedesche ed austriche, dove nelle ultime due elencate sarà possibile farsi una scorpacciata di riesling ;)

Inoltre segnalo qualche seminario che si terranno nei giorni dell'evento:

Domenica 25

ore 15.00 - 16.00
Federico Curtaz
Flysch, argille e calcari: il carattere dei vini

ore 16.30 - 17.30
Vellier
I Distillati Di Vellier

Lunedì 26

ore 15.00 - 16.00
Innocenti Wines
I Grandi Riesling di Germania e Austria


ore 16.30 - 17.30
Vellier
Triple A: Agricoltori Artigiani Artisti

ore 18.00 - 19.00
Walter de Battè
Dai Paesaggi di Pietra ai Vini di Pietra

Grappolo Rosso parteciperà all'incontro di Federico Curtaz, che insieme a Silvia Maestrelli, è impegnato in un suo progetto (Tenuta di Fessina) che ha fin da subito destato molta curiosità e ottenuto gia importanti riconoscimenti. La degustazione sarà un viaggio tra i suoi vini e i diversi suoli che li influenzano; Altavia, Montepepe e Tenuta di fessina saranno le cantine protagoniste.

Chi passerà domani da villa Bertelli mi chiami

A dimenticavo! come potete vedere dagli eventi sopra elencati, Forte Divino ci sarà domani 25 e Lunedì 26 Aprile...


A presto... ;)

Friday, April 23, 2010

Un giorno nella Tenuta Buonamico (Parte I)



Siamo a Montecarlo, nel cuore delle campagna lucchese dove sorge questa Tenuta storica della zona che da qualche anno è guidata dalla famiglia Fontana.

Al timone dell'azienda Eugenio Fontana, accompagnandoci nel tour ci ha rivelato qualche segreto che non può altro che farci piacere. Nei prossimi mesi la Tenuta Buonamico subirà un'espansione considerevole sia come impianti vitivinicoli che come struttura. Infatti, spiega Eugenio la necessità di crescita sia a livello di ettari di terreno, dove verranno impiantate una considerevole quantità di nuove barbatelle.


























Inoltre, come struttura, ci sarà una vera e propria espansione della tenuta. Infatti nei prossimi mesi ci sarà un ampliamento e trasformazione di molte parti dell'azienda, dalla barriccaia alla zona di imbottigliamento. Insomma una ristrutturazione veramente importante e credetemi, vedendo i progetti posso soltanto dire che la famiglia Fontana, sta facendo veramente un gran lavoro.
Non ci rimane che aspettare la fine dei lavori.
Qua sotto qualche foto dell'attuale, e già fantastica sala di degustazione...





A presto... ;)

I profumi di Lamole a Firenze



Oggi e domani a Firenze, in piazza della Repubblica non potete perdervi la degustazione in anteprima della rassegna "I profumi di Lamole" che dal 20 Maggio si svolgerà proprio a Lamole. Per questi due giorni, Lamole scende in città e metterà a disposizione nella piazza fiorentina i Chianti Classico di quei territori così fuori dal tempo.

Chi passerà da Piazza della Repubblica troverà allestito uno stand dalle 11.00 alle 20.00 dove praticamente tutte le aziende di Lamole saranno in degustazione.
Quindi mi raccomando, chi passa da Firenze vada a fare una buona degustazione in Piazza della Repubblica. Grapppolo Rosso ci sarà!

A presto... ;)

Wednesday, April 21, 2010

Mastroberardino Taurasi riserva Radici '99


Ieri nel pre partita di Champions ho stappato una bottiglia che ha dato veramente delle grandi soddisfazioni, Taurasi Riserva Mastroberardino 1999.
Una bottiglia che fa veramente la differenza se messa in tavola, un aglianico in purezza dei più sopraffini che io abbia mai degustato...

Il vino nel bicchiere ha un leggero riflesso aranciato, una bocca con una freschezza veramente eccellente grazie a una importante nota di acidità iniziale, i tannini morbidi ed una punta di amarognolo sul finale che caratterizzano l'agnianico donano a questa bottiglia un'ottima bevibilità e persistenza.
Una grande bottiglia da stappare tra amici.
Un'annata grandiosa per un vino con una stoffa da campione che fa trasparire ancora una buona giovinezza ed una longevità veramente sorprendente.
Consigliatissimo e sicuramente per niente da snobbare!!!

A presto... ;)

Tuesday, April 20, 2010

Una Domenica a Villa Petriolo


Domenica mattina sono stato invitato in villa Petriolo da Silvia Maestrelli per fare due chiacchere e confrontarci su alcuni punti.
Nel cuore della campagna toscana in un luogo a dir poco paradisiaco sorge questa fantastica tenuta dove si respira la cultura, e il buon lavoro con l'alta educazione vitivinicola ne fanno da padroni.

Sedendoci sotto un solicino idilliaco, su di un muricciolo, dal quale non ho potuto fare a meno di ammirare la cura con la quale tutto ciò che mi circondava era tenuto, Silvia ha iniziato a raccontarmi come è cresciuta in questo posto così surreale, dove le sue passioni hanno preso il sopravvento per portarla poi a fare un percorso di vita che difficilmente si può racchiudere sotto la sola parola "Vino". Una persona eccezionale che si divide tra le sue più grandi passioni, la splendida figlia, che per tutte le due ore di questo incontro è sempre stata con noi giocando con la tenerissima cagnolina, il vino, sua passione e professione che mi ha portato fin qua, l'arte e la letteratura, che fanno di Villa Petriolo un vero e proprio centro di idee dove la cultura e l'arte si respirano veramente nell'aria. Non abbiamo parlato soltanto di vino, abbiamo parlato anche di comunicazione, di come ormai il lavoro in vigna non basta più per far crescere un prodotto, di come purtroppo nel circondario non è possibile fare eventi culturali che abbiano una continuità ammissibile per far sì che questi diventino punti di riferimento per la cultura locale, se non pressoché organizzati e sponsorizzati da privati come ad esempio proprio in Villa petriolo, dove Silvia sta portando avanti un progetto organizzato e fortemente voluto proprio da lei,"La Gaia mensa" il concorso letterario giunto alla sua quarta edizione, della quale parleremo su questo blog tra un pò.
Insomma tirando le somme di questa domenica di primavera piena, con il sole e i fiori ormai sbocciati possiamo dire che è stato veramente un gran piacere conoscere di persona Silvia e la realtà di villa Petriolo, sentirete parlare molto presto ancora su Grappolo Rosso di entrambe perché meritano più di un post, anche se in realtà è molto difficile scindere Silvia dal nome della propria azienda noi ci proveremo, perché a mio avviso conoscere meglio la donna che guida Villa Petriolo può far capire certe sfaccettature, certe realtà, che girano intorno al fare Vino a 360°.
Quindi rinnoviamo la volontà di andare a trovare nuovamente Silvia in Villa per fare un bel giro dell'azienda e rimettersi a fare due chiacchere sul muricciolo colpito da quel solicino idilliaco...

A presto... ;)


Friday, April 16, 2010

Forte Divino apre i battenti il 25 e 26 Aprile


Dopo il Vinitaly iniziano gli eventi locali, e non solo, che interessano il mondo del vino e gli enoappassionati.
Iniziamo da Domenica 25 Aprile a Forte dei Marmi con la rassegna Forte Divino giunta alla sua seconda edizione che si terrà a Villa Bertelli di Forte dei Marmi.

Centinaia i vini in assaggio, tra bianchi e bollicine, che potete consultare in questa lista.
L'evento è molto interessante perché oltre a prodotti di grande qualità italiani, sarà possibile degustare anche pezzi da novanta Francesi, Spagnoli, tedeschi e Austriaci.
Per partecipare scaricate il modulo qui

Quindi ripetiamo le date, 25 e 26 Aprile, Grappolo Rosso ci sarà e voi?

A presto... ;)

Thursday, April 15, 2010

Qualche foto dal Vinitaly

E per chiudere con l'evento Vinitaly terminato Lunedì Verona, inserisco una carrellata di foto fatte a qualche stand e a qualche amico durante la fiera.

Colgo l'occasione di nuovo per ringraziare tutti coloro che hanno fatto in modo di poterci incontrare...
Vinitaly, ci vediamo il prossimo anno ;)





Monday, April 12, 2010

Vinitaly dovrebbe essere InfinItaly


E siamo arrivati alla fine anche di questo Vinitaly. Molte sono state le persone che sono passate in questi 5 giorni dalla fiera Veronese. Qualche persona in meno del solito ma come testimoniano gli addetti, che suo malgrado sono stati sempre pieni, c'è stata più che altro una presenza di clientela consapevole e maggiormente curiosa rispetto agli anni passati. Per quanto mi riguarda vorrei dire grazie a tutte le aziende che mi hanno ospitato in questi giorni permettendomi di conoscere meglio i loro prodotti e di farmi capire, spesso in faccia a faccia molto interessanti, ciò che i loro prodotti vogliono trasmettere, come al solito passione e duro lavoro.

Ovviamente la più grande gratitudine va a Eva e Leonardo dell'azienda Pietro Beconcini, lo ammetto, in questi giorni in certe occasioni mi sono fatto anche portavoce dell'unico tempranillo toscano davanti a sommelier di altri padiglioni che esterefatti mi chiedevano informazioni su questa insolita scoperta :). Un grazie a tutti i vignaioli di San Miniato e a l'interessantissimo progetto dell'azienda Ivana Cupelli per le sue bollicine di Trebbiano, ci rivedremo presto!
Un grazie a Simone Morosi e all'azienda Mattia Barzaghi e rinnovo qua la volontà di venirvi a trovare in azienda perché è giusto dare più spazio di queste semplici righe a chi nel totale rispetto della natura riesce ad avere il massimo risultato come lo dimostra la vernaccia Zeta.Un grazie a Francesca e all'azienda Tenimenti Angelini, sicuramente non mancherò di rispondere al vostro invito di venirvi a trovare a Montalcino per una bella verticale di Spuntali :). In Piemonte come fare a non ringraziare l'ormai amico Simone Scaletta (stai tranquillo mi stò organizzando per un giretto fuori regione) e la gentilezza di Pecchenino. Questi sono alcuni dei produttori che Grappolo Rosso ha toccato quest'anno al Vinitaly, poi ovviamente le DOC del Friuli, per poi passare dal Veneto a salutare i principi dell'amarone, azienda Tommasi e Masi, che si dica quel che si voglia ma per me rimane sempre uno tra i grandi Amaroni con rapporto qualità prezzo vantaggiosi. Zecchini giovane realtà dela quale mi ha colpito molto il sequel della loro campagna pubblicitaria, con la crescita della bottiglia (quest'anno si laureava :) Bravi!
Tanto per riaprire una discussione su Dissapore alla quale partecipò a suo tempo anche l'amico Morosi sono passato da Due Mani, e come mi ricordavo, hanno sempre dei grandi prodotti. Siamo passati poi dalla Sicilia e soffermati da Fessina dove abbiamo assaggiato dei buoni vini, fino ad arrivare all'outis e al suo cru IM etna rosso, grandioso. Dimenticavo! un passaggio allo stand del consorzio del Montefalco era d'obbligo e devo dire che lì mi son tolto tante ma tante soddisfazioni :).
Insomma ce ne sono stati tanti altri di produttori da salutare e altri che invece voglio scrivere qua il tanto amato Josetta Saffirio con la fantastica etichetta con lo gnomo, che arrivando li dopo praticamente due giorni che gli facevo la posta per fare una degustazione mi hanno rimbalzato dicendomi che era soltanto per professionisti, neanche fossero Giacosa...
Comunque a parte questo è stato un buon Vinitaly, e come tutti gli anni mi ritrovo alla fine a dover dire "certo ci dovevo stare un pò di più..." ma se fosse per me il Vinitaly durerebbe tutto l'anno :)

Vinitaly non è solo vino...


























A presto... ;)

Friday, April 9, 2010

Intervista a Carlos di papodevinho from Brazil!!!

Anche in mezzo a padiglioni, stand e degustazioni che caratterizzano il Vinitaly Grappolo Rosso non dimentica la sua missione, ovvero quella di conoscere e far conoscere chi vive intorno al vino anche se in questo caso è una persona che vive in un paese che possiamo dire pure che non è certo famoso per il vino, ma che stà crescendo pian piano anche sotto questo aspetto.
Signori vi presento Carlos Duarte, 44enne, giornalista da quando ne aveva 16, ha lavorato sulle reti televisive più importanti del Brasile e negli ultimi 11 anni si è trovato a lavorare anche con produttori vinicoli europei ala ricerca di importatori brasiliani. Da oltre 2 anni tiene traccia delle sue passioni che circondano il nettare di bacco sul suo blog papodevinho che seguo personalmente. Carlos inoltre stà seguendo la promozione della fiera Expovinhoff che si terrà il 26 d´Aprile a San Paolo (e per la quale aspetto un invito :D).
Ringraziandolo per l'intervista rilasciata vi lascio al simpatico ed interessantissimo confronto...

Quando hai capito che il vino poteva essere una delle tue grandi
passioni?


Non c'era tempo per capire! E 'stato tutto molto naturale! I miei
nonni materni erano di Lucca e hanno lavorato in alcune aziende vinicole della
regione. Hanno portato il vino a bordo della nave quando lasciarono l'Italia all'inizio del XX secolo e il vino è arrivò in condizioni terribili.
La famiglia di mio padre è portoghese e produceva vini nella regione di Dão (Portogallo) negli anni 20, 30. Sono cresciuto con il vino. Ho cominciato ad entrare in questo mondo con occhi più clinici negli anni '80.


Qual'è il tuo vino preferito?

Sarebbe ingiusto dirne uno solo. Io ho un gusto eclettico, il
che è caratteristica di persone che vivono nei paesi che non sono conosciuti come
produttori tradizionali. Ho degustato in tutta la mia esperienza moltissimi vini provenienti da tutto il mondo e di svariati vitigni. In generale comunque preferisco i vini europei Italiani, Francesi, Portoghesi e Spagnoli.

In quale situazione ami berti un bel bicchiere di vino?

Durante i pasti con un piatto ben preparato e con una buona
compagnia.

La tua prima bottiglia acquistata?

Ricordo la difficoltà nel trovare buoni vini nei primi anni '80 in Brasile. Mi
ricordo sempre che la mia famiglia inviava dal Portogallo un paio di
bottiglie che venivano aperte per le occasioni speciali. Qui ci
sono poche opzioni. Ricordo un Valpoliccela e Mateus Rosé
da Portugalo...

Com'è il mercato del vino in Brasile?

Oggi il mercato del vino in Brasile colpisce ogni visitatore. Molte
opzioni, molte etichette ed anche la produzione di vino brasiliano stà passando un momento di sorprendente sviluppo.

Com'è la vita di un appassionato di Vino in Brasile? nel senso è
facile trovare buoni vini a buon prezzo o ci sono limitazioni dovute
a costi elevati di importazione?


I prezzi sono assurdi, incredibile! Non c'è un vino decente per meno
di 8 euro e anche il buon vino brasiliano è molto più costoso di questa cifra.
Sono le classiche assurdità imposte ad un mercato in crescita, mercato che è rivolto interamente alla elite brasiliana. Le opzioni abbondano ma è necessario
disporre di soldi!

Com'è secondo te la produzione di vino in brasile?

I vini spumanti sono di altissimo livello. Realizzati con uve Chardonnay e Pinot Nero, oserei dire che sono i migliori del Sud America, e alcuni meglio anche di molti europei, ovviamente però molto inferiori ai Franciacorta, allo spagnolo Cavas
e naturalmente a lo Champagne che è sicuramente di qualità incomparabile. In Brasile ci sono anche dei buoni rossi e qualche bianco! Oggi è possibile bere vino brasiliano
(costoso) che se degustato alla cieca dalla critica internazionale potrebbe raggiungere i 90 punti.

Come credi che il web e le tecnologie 2.0 potranno cambiare il
modo di fare e di promuovere vino?


Penso che qualsiasi prodotto che ignora questa tecnologia è destinato all'oblio.

Qual'è la bottiglia che ti porteresti in un isola deserta insieme
a te?


Ne porterei più di uno! Sicuramente Il Barolo Bricco Visette Athilio Gisolfi, il Perbruno, I Giusti e Zanza, il Chateau Gazin Pomerol, il grandioso Vega Sicilia, il Echezeaux da Louis Jadot, un vino portoghese che ho scoperto ed è praticamente introvabile, il Dona Berta Vinhas Centenárias (Douro) e per finire un brasiliano Espumante Cave Geisse Nature.

Seguendo il tuo blog ho notato che spesso inserisci post di arte,
proviamo a fare un gioco, associa un'opera d'arte ad ognuno dei vini
sotto indicati:

Barolo


Deve essere un classico! per questo vino opterei per un Bacco di Caravaggio.












Tempranillo

Elegante e misterioso come Las Ninas de Velasquez






















Sauternes

Sottile come il puntilismo di Seurat
















Porto

Tradizionale come Dordio Gomes


















Shiraz australiano

Moderno come Sidney Nolan


















Cabernet californiano

Pop come Andy Warhol
















Riesling tedesco

Mi ricorda quest'opera di Johann Tischbein


















Bravo Carlos!
A presto ;)

Thursday, April 8, 2010

When in Rhône... J.C. Marsanne '06 Crozes-Hermitage & '06 Saint-Joseph


It doesn’t get any better than spending an afternoon visiting vineyards in the Rhône Valley.

Today was no exception...

I was lucky to take visits to four « vignerons » in the area, including one in the ancient village of Mauve – the cradle of Saint-Joseph wines.

During the visit, I tasted two wines from Domaine J.C. Marsanne – their 2006 Saint-Joseph red 100 per cent syrah - and there 2006 Crozes Hermitage red, also syrah.

Before I entered the rustique - and I use that word with some generosity - domaine, I greeted by the matriarch of the small estate that includes a farmhouse made of ancient grey Rhône alluvium. She was plainly dressed in typical French Old World grandma attire and seemed to be a bit bothered by us as she was trying to finish up some gardening. If this was the welcoming committee, then you know a visit to Domaine Marsanne was going to be interesting.

She guided me, my brother-in-law who comes from Pau in the southwest and my father-in-law who is a proud Drômois into the cave underneath the rocky abode. Both of my nearest of kin knew a bit about wine, but not too much about Saint-Joseph and Crozes-Hermitage.

Domaine J.C. Marsanne 2006 Saint-Joseph Syrah
The first wine was the 2006 red, a classic syrah from the area which was consistant with the vintage – peppery with decent structure and tanins that were starting to fade.

It was only 12 euros a bottle so I went for it. The madame said I could open it up in September. Personally, I would wait until mid-2011 to even think about it, as I would like the pruin flavor to start appearing as it approaches the apex of the aging process. It had the red fruit on the front end, but not too much.

For just over a ten-er I was presently surprised by its value. Saint-Joseph wines like this, coming from the lower growing area near Mauve, seem to have a better reputation than in the area upriver near Condrieu. The right bank of the Upper Rhône, where Saint Joseph’s is grown, is blessed with hearty syrah, and this Saint-Joe was no exception.

Try this wine and pair it with Guinea Fowl and wild mushrooms. Keep it away from steak and think about pulling an « Obelix » and trying it with wild boar. Don’t fret if you open it up a bit earlier than my perscribed 2011 deadline, just decant it and let it sit for two to three hours before you indulge.E questo è il resto.

Domaine J.C. Marsanne 2006 Crozes Hermitage

Croze Hermitage is the bastard son of Hermitage and a lower grade syrah that is considered « cru ». It’s syrah, of course, but the wine lacks the depth, finesse, complexity and structure of its cousins on the right bank where Cornas, Saint-Joseph and Côte Rôtie rule the roost.

But it wasn’t too bad. I enjoyed how light it was. It reminded me of a Côte du Rhône with an attitude – a little more fruit and a bit more round. At 9.50, it would be a good buy if you plan to have a good capon or a free-range roasted chicken. The Guinea Fowl is a possible combination too, but the Saint-Joseph mentioned above might be better suited for that bird.

Chez Marsanne have done a good job of keeping it simple, just two wines. But just stick with the Saint-Joseph if you have to choose. The Ardechois win this weeks battle, but their main departemental rival Drôme always has their ace in the whole - Hermitage – ready to take on their western neighbors at any time.

Tuesday, April 6, 2010

Vinitaly 2010 ci siamo!


Ci siamo! ed è quasi obbligo scrivere due righe su quello che ci sarà da Giovedì a Lunedì a Verona, una fiera che molti del settore snobbano per tutto l'anno ma che poi inesorabilmente ci vanno, forse sbruffando ma ci vanno tutti :).
Io in realtà tutti gli anni non vedo l'ora di andarci, per gli appassionati di Vino è l'evento più importante in Italia e non solo. E' la Gardaland del vino signori, è Vinitaly!!!. E' il punto di incontro dove chi è appassionato può finalmente dare un volto a quella bottiglia tanto osannata nelle cene tra amici.

Questo week end lancio un invito a tutti ad incontrarci e finalmente presentarci davanti ad un buon bicchiere di vino. Sabato sarò senzaltro nel padiglione 8 a trovare un bel pò di amici toscani, tra i tanti non devo mancare sicuramente dagli amici Vignaioli di San Miniato che avranno un bel pò di sorprese, quindi tutti al (pad. 8 stand B13). Continuando il giro da non mancare una visita ai Tenimenti Angiolini (Pad. 8 Stand 4), poi una degustazione di vernaccia dall'amico Simone dell'azienda Mattia Barzagli (Pad. 8 Stand C14) per poi passare ad assaggiare un pò di brunello tra cui Silvio Nardi (Pad. 8 Stand E9). In Piemonte non potranno mancare le varie degustazioni di Barolo, Barbaresco, e Nebbioli di ogni tipo. Tappe d'obbligo saranno Pecchenino, Giacomo Fenocchio, Simone Scaletta, Paolo Conterno e Pio Cesare. Da non perdere ovviamente anche un giretto tra gli amaroni...
Quelli elencati sopra sono soltanto alcuni dei produttori che vale la pena andare a trovare...
aimé arriverò a Verona soltanto Venerdì sera quindi da Sabato mattina chi sarà in fiera mi cerchi pure nei padiglioni delle Regioni sopra elencate e ci sarà sicuramente la possibilità di degustare un buon vino e farci quattro risate insieme...

A presto ;)

Saturday, April 3, 2010

Brunello Montalcino Mastrojanni Schiena d'Asino '01


E' uno dei miei Brunello preferiti come testimonia il primo post di questo blog. Il 2001 grandissima annata in Toscana e non solo che si evidenzia maggiormente in questo Cru eccezionale della famiglia Mastrojanni. Lo Schiena d'Asino deve il suo nome alla vigna che lo ospita fino alla vendemmia. Infatti la forma del colle dove è posizionata la vigna ricorda la sagoma della schiena di un asino.
Ma passiamo alla degustazione...

All'esame visivo si presenta con un elegante e brillante rosso rubino con riflessi granato tipici di un san giovese.
Al naso il bouquet evoluto con un intensità già da campione fa capire che il ragazzo ancora ne avrebbe per qualche anno, infatti i suoi profumi di frutta matura, confetture sprigionano soltanto qualche punta terziaria, quali pelli e terra bagnata.
In bocca entra lentamente ma molto presto si sente al suo agio massaggiando il palato e riempiendolo con un' avvolgenza signorile. Un equilibrio da 10 e un'intensità ancor più persistente in bocca ed una qualità finissima del tannino fanno capire che questo Cru ha veramente una grande stoffa.
Consigliatissimo!!!

A presto ;)

Thursday, April 1, 2010

When in Rhône... '06 Vin de Pays des Coteaux de l'Ardèche



It doesn't take long to realise what the difference is between the Northern Rhône "crus" wines and the lower-grade, lower-priced classifications. It's especially true for wines in southern Ardèche that aren't classified "septentrionale", but "meridionale" (south Rhône), but act like their prestigious northern cousins.

I've learned that folks in the English-language world who have jobs and a real life don't have the time to discern what is what, the chance to make a visit to the Rhône Valley and set aside a budget to really get to know this area. It's clear that this region is full of landmines when it comes to price and quality - especially with syrah offerings. After two years living all things septentrionale, the nothern growing area, meeting all sorts of independent growers, negociants and tasting at places like the big cooperative Cave de Tain, I have come to this red wine reality through a lot of trial, error, listening and watching.

One thing becomes clear from two years in the belly of the beast, lower range syrah wines are dominated by the cooperatives and independents that have not been given "crus" status - especially grapes grown in the Saint Joseph area, the most diverse growing area that stretches along the Rhône. But there are a lot of growing areas inland, inland from the butte, that just don't fall under the Rhône radar.

And more and more, I am seeing strong signals from a cooperative in southern Ardèche called les Vignerons Ardèchois (aka UVICA).

The Wine: 2006 "Cuvée Prestige" Vin de Pays des Coteaux de l'Ardèche

I am especially pleased by a bottle of their 2006 "Cuvée Prestige" Vin de Pays des Coteaux de l'Ardèche that my wife bought this week at our local grocery store. For just two-and-a-half euros, which includes 19.6 per cent sales tax (I have the receipt) , this four-year-old syrah is a mix of syrah grapes from the cooperative's 21 primary members or "caves", which seems to be just one of many varietals that are now being grown there, including Chardonnay and Carbernet Savignon. Normally syrah wines from the Upper Rhône region take at least eight years before you open them up. But this wine, aged just one U.S. presidential term, is ready.


Like a good burgundy; or a 17-year old Côte du Rhone

The wine has a burgundy look and feel, without the burgundy price. The last wine I had with this much delicate red fruit was a 17-year-old Côte du Rhône my now good friend shared with me over dinner a few weeks ago. The structure of this 4-year-old was just enough from putting in the fruitbomb category, despite it being grown in a relatively hot growing area. It wasn't delicious, but it was round, supple and made me want to get a bird and get down to eating. It made me hungry first, thirsty second. There was a bit of pepper, but not the pepper mill factory you find in the Cornas.


Pairing: Duck, turkey or goose -- or maybe a chicken leg

This 100 per cent syrah from UVICA went well with some fatty dark chicken meat that I tore off my free-range, red-label (that's the good stuff), roasted whole Drômois chicken. The label on the bottle recommends magret du canard (duck fillets) with green peppers or a slab of wild boar, standard fare for syrah. Towards the end of lunch - yes, the French in this part of the Hexagon eat from about 12 noon to 1:30 or so - I enjoyed it with some run-of-the-mill chevre (goat cheese) that you find at the grocery store pretty much in any advanced food country. The cheese had some flavour, not smooth and tasteless like philly cream cheese, but a bit of the "barn" inside. The wine mixed well with it. I wouldn't attempt it with the hard-core, high-fat, dry, two-month-old Picadon goat cheese from the area, which should be reserved for a marsanne or a viognier.


About the terroir
The Rhône growing region boasts a number of different soil types, from alluvium near the Rhône river to basalt and clay more inland. The bulk of the growing area for this wine is inland, so don't expect the southeast facing slopes of Hermitage when you decant it. This area of Ardèche doesn't fall under septentrionale (northern) status, but is meridionale. But it acts like its from up north and its priced like its from down south. Hence, the value.


At three just euros, this bottle can't wait, nor can your duck
If you can get your hands on it at Odd-bins in London, Haskell's in Minneapolis or Inter-marché grocery story in France, get it. Then find a duck, capon or quality chicken, cook it with some fresh herbs de Provence, smothered in olive oil before roasting and get eating. Before you go down the poultry lane, try a lambs lettuce salad with a simple homemade mustard vinaigrette (Dijon mustard and bit of balsamic vinegar mixed, add olive oil, salt and pepper), followed by a gratin dauphinois. Be sure to save some room for the bird, have some gratin with it, then eat some mild goats cheese from France or New England in your next course. Move off the syrah for dessert and try a Saint-Péray sparkler while you indulge your guests with a simple raspberry tart.

But be thoughtful, or is it selfish? The last bit of the bottle should be ceremoniously kept for dinner that night and savour leftovers with your three-quid swig.