Sunday, May 30, 2010

Al via Classico è


Ieri come molti sanno ha preso il via la settimana del Chianti Classico, potevamo mancare? Assolutamente no!
Ecco perché ieri nel chiantigiano si sono avute apparizioni di una bottiglia vivente marchiata Gallo Nero che camminnava e scriveva su di un taccuino :D .
No non era una spia del Consorzio del Brunello, era il nostro inviato, pronto a catturare ovunque la notizia.
Quindi, a te la linea Alessandro! ;)

Sabato 29 maggio 2010 “Classico è” cominciata. Al via la manifestazione che per una settimana aprirà le porte del territorio più famoso della Toscana a turisti e appassionati, specialisti e addetti ai lavori presentando i suoi prodotti d’eccellenza, la sua storia, passata e presente, l’arte e la cultura: Il Chianti Classico (consultare il nutrito cartellone degli eventi su www.classico-e.it).

A Castellina in Chianti ho partecipato al Seminario “Forza ed Eleganza: Il Gallo Nero di Castellina in Chianti” e, a seguire, ad una piacevolissima degustazione rappresentativa di Chianti Classico condotta dal nostro faro fiorentino, il sommelier informatico Andrea Gori.


Riporto qui di seguito alcuni appunti rubati...

Nella suggestiva Sala dei Capitani all’interno della Torre Medievale nel centro del borgo, con vista panoramica sulle colline circostanti, i campioni di vino osservati si sono presentati tutti con una bella massa colorante dalla tonalità viva e lucente rosso rubino acceso, intenso e consistente i più giovani, rosso granato evoluto le riserve.

In ordine di annata si sono succeduti:

Castellare di Castellina 2008
Sangiovese e Canaiolo dallo stile moderno, con apporto di barrique di secondo e terzo passaggio. Naso speziato dolce, intenso, accattivante di fragola e lampone, poi escono le note floreali, la vena di sangiovese decisa, arancia. Giovane, mordace, con tannino ben presente, allappante, di corpo, ma non netto, fresco minerale e sapido. (Alc.13,5%vol.)

Tenuta di Lilliano 2007
Fattoria storica. Enologo Giulio Gambelli. No barrique, ma macerazione lunga in vasche di cemento. Meno dolce, più scarno al naso; molto minerale, roccioso, note floreali più presenti, viola, lavanda; fruttato di ciliegia. In bocca è duro, sapido, acido che fa salivare, diretto ma comunque elegante, pulito. (Alc.14,5%vol.)

Castello La Leccia 2007
Assemblaggio da vigneti di varie zone. Note fuse dei precedenti vini al naso: spezia dolce, pepe, lampone, fragola, cassis, arancia. In bocca è consistente e coerente al naso, caldo, morbido, fresco, sapido, minerale in sottofondo, buon tannino, pronto da bersi. (Alc.13,5%vol.)

Fattoria Nittardi 2007 da Nectar Dei
Tanta storia alle spalle. Dal 1982 di proprietà tedesca. Cambiamento di stile, più lezioso. Inebriante al naso è netto il floreale di rosa, poi pesca, e ancora lavanda, gelsomino, macchia di bosco, cipria, note agrumate. Vinificato in barrique. Meno potente in bocca ma più elegante, minerale, di beva più immediata. (Alc.13%vol.)

Le Fioraie Riserva 2001
Lavorato secondo la tradizione, è Sangiovese che profuma di territorio, minerale ferroso, ruggine quasi; evoluto complesso e elegante; mix di pout pourri floreale, ciliegia sottospirito, nota balsamica mentolata, smalto, lacca; - solletica più che stordire, sussurra più che gridare -. In bocca è compatto e coerente, senza cedimenti, fresco, sapido, vivo. (Alc.13,5%vol.)

Casina di Cornia Riserva 2001
Al naso è dolce, con note di rabarbaro, arancio, ciliegia in confettura, - è sopra le righe, una poesia di Omar Khayam -, con note minerali ferrose, cuoio, liquirizia, etereo, piacevolmente complesso. In bocca è forte, caldo, sapido, ancora fresco, con sensazioni amare di cioccolato fondente che lo caratterizzano (Alc.15%vol.)



Antico Podere Casanuova Bucciarelli Riserva 2000
Un cult per appassionati! Esplosivo con nota fumé al primo naso, poi erba di campo, fieno, tè, cardamomo, ciliegia accennata, agrumato, floreale, nota ematica , terra, humus e lieve ossidazione elegante. In bocca è ancora coerente, minerale, con buon tannino e freschezza acida, sapido, di buona persistenza, - un vino maschio -, piacevole con piatti di cacciagione, capriolo, coniglio, brasato, ma perfetto anche da meditazione. (Alc.13,5%vol.)



A presto... ;)

Saturday, May 29, 2010

Cantine aperte 2010


Per chi vuole avvicinarsi al mondo del vino o per semplici curiosi, o ancora, per chi ha voglia soltanto di passare una giornata nelle campagne in compagnia di amici, domani si svolgerà in tutta italia Cantine Aperte 2010. Migliaia sono le cantine che partecipano all'evento aprendo le loro cantine al pubbliche e creando eventi collaterali...

Tra i tanti vogliamo ricordare, per chi si trova nell'empolese val d'elsa, di passare da Villa Petriolo, dove oltre alla degustazione ci sarà anche una mostra fotografica. Az. Pietro Beconcini a San Miniato, dove statevene certi che l'accoglienza e una verticale di Reciso non manca mai se vi prenotate ;), e dove per l'occasione verrà allestita in barriccaia una mostra di pittura.
Per chi si butta nei colli di Montalcino, da non perdere la gita guidata delle tenute Silvio Nardi con ovviamente la degustazione dei prodotti.
Se invece siete nel Lucchese, passate da Buonamico e vi renderete conto di quanto Grappolo Rosso scrisse tempo fa su questa azienda.
Se vi trovate invece in Umbria, la tappa è fissa dal re del Sagrantino, Arnaldo Caprai.
Per chi è in zona Etna da non saltare una tappa obbligatoria a Tenuta di Fessina!
Insomma tantissime manifestazioni domani di tutti i tipi e colori in giro per l'Italia.
Quindi domani mattina non vi rimane che prendere uno zainetto, occhiali da sole, vestitevi comodi e via a conoscere qualche volto che si nasconde dietro la vostra bottiglia preferita...

A presto ;)

Thursday, May 27, 2010

A tavola al Castello di Ama

Ecco finalmente ripreso il possesso del mio pc.
Mi scuso con tutti i lettori se in questi giorni sono stato un pò latitante ma mi rifarò immediatamente con uno splendido report dell'inviato che ci racconta la seconda parte della sua esperienza al Castello di Ama...
Quindi, a te la linea Alessandro!...




Come avevo scritto nel precedente post “Verticale Castello di Ama Chianti Classico”, dopo la piacevole degustazione tecnica è seguito il pranzo conviviale, durante il quale, oltre ad avere assaggiato: il Chianti Classico Castello di Ama 2005, annata minore e minore consistenza al palato (sensazioni dei produttori), ma pur sempre bello e dai rimandi varietali e minerali che si sono evoluti a lungo nel bicchiere; la selezione Chianti Classico Vigneto “Bellavista” 2001, un capolavoro del territorio e dell’ uomo, dall’unione magica di Sangiovese e Malvasia Nera, elegantemente evoluto e complesso in tutte le sue componenti, austero, ma non troppo; al sontuoso “L’Apparita” 2001, puro Merlot, - vino cult che ha fatto conoscere il grande Terroir di Castello di Ama agli appassionati di tutto il mondo -, l’essenza dell’uva ricca in ogni sua parte, magia di equilibrio eleganza e armonia, dalle mille sfumature, potente ed elegante, intenso e persistente dalle note fruttate sottospirito di bacche di bosco piccole e grandi, succose e morbide. Un nettare incontenibile! (vini da sogno per me! Ci è mancato di assaggiare soltanto l’altra grande selezione Vigneto “La Casuccia”).
Non meno interessanti e godibili si sono rivelati il bianco Al Poggio 2008 IGT Toscana da uve Chardonnay e Pinot Grigio; le prime vinificate in acciaio, le seconde elevate in barrique; - risultato di decenni di lavoro – si è presentato nel bicchiere di un bel colore giallo paglierino tenue cristallino luminoso e scorrevole. Fine al naso, con un ventaglio ampio di note floreali e fruttate di discreta intensità e persistenza. Ben equilibrato e di notevole struttura, gustoso al palato. Fresco, sapido e dalla beva pronta e pulita. Davvero un’altra bella espressione del territorio. Nell’occasione si è ben abbinato agli antipasti.

E il rosato Rosato 2009 IGT Toscana ottenuto con la tecnica del salasso da uve Sangiovese delle selezioni migliori! più una piccola percentuale di Merlot. Nel bicchiere si è mostrato con una bella carica cromatica di colore rosa cerasuolo intenso vivace e lucente. Fresco, vibrante, profumato di frutta e di fiori evoca una giornata di primavera a Ama, immediato dalla beva piacevole, sapida e gustosa; ottimo da abbinarsi a zuppe e primi di pasta.

Qui, ci si accorge che ogni prodotto è creato con la massima cura e attenzione all’ambiente, un vero paesaggio incantato che merita la visita!, e al prodotto finale, rispettoso della storia del luogo e delle sue tradizioni, della cultura secolare, come l’Olio Extravergine di Oliva 2009 DOP Chianti Classico da cultivar Correggiolo, Leccino, Moraiolo, che ha condito con armonia e altrettanto carattere territoriale gli eccellenti piatti della cucina chiantigiana presentataci dallo Chef (con un pizzico di sicilianità, una splendida caponata!). Non potevamo lasciarci se non con l’oro del Chianti, il Vinsanto. Alcol 15% del volume e non sentirlo, incredibilmente fresco e suadente!, ottimo da dessert. Ottenuto dalle migliori uve di Malvasia Bianca e Trebbiano, fermentate e affinate, qui, esclusivamente in barriques di Bordeaux, per cinque anni.

Un grazie sentito a Tutti del Castello di Ama per l’indimenticabile giornata trascorsa insieme e un arrivederci a presto per la presentazione e il rilancio del Pinot Nero Il Chiuso vendemmia 2009 che sta finendo di maturare in cantina.

Che dire, l'inviato speciale se la gode davvero ;)
A presto...

Monday, May 24, 2010

Falanghina Campi Flegrei ’08 Grotta del Sole


Una Domenica di sole che ha portato il nostro inviato speciale a raccontarci una nuova bottiglia da lui assaggiata. Quindi che dire...
A te la linea Alessandro!!!

Splende il sole alto. E’ la prima domenica da mare e la voglia di andarci è davvero tanta!, ma il solito tran tran quotidiano mi trattiene a casa e, allora, decido di annegare il desiderio con un ottimo nettare di vino.

La bottiglia che stappo è una Falanghina dei Campi Flegrei, the original native, ovvero autoctono storico vitigno - vino della tradizione campana, Doc base da vendemmia 2008 dell’azienda Grotta del Sole di Quarto a nord di Napoli, della bella e generosa famiglia Martuscello che ho avuto il piacere di conoscere in visita con la delegazione Ais a novembre dell’anno scorso (riporto qui alcune note di allora: “Vini degustati: Falanghina dei Campi Flegrei e Asprinio D’Aversa DOC. Ma quel che più ci è rimasto dentro è stata la visita alle “alberate” di Asprinio dell’Agro Aversano, accompagnati da Francesco Martusciello, il più giovane della famiglia di viticoltori da generazioni e caposaldo di riferimento della viticultura regionale. Qui, come in tutta la Campania, la vite ha origini antichissime e questa forma di allevamento dovuta alla Civiltà Etrusca ne è una tangibile testimonianza. La vite così allevata, caso quasi unico al mondo, si arrampica sui pioppi a festoni che si sovrappongono l’un l’altro raggiungendo altezze considerevoli. La vendemmia diventa acrobatica, in loco detta - passata delle scale - per lo spostamento ripetuto coadiuvato da terra delle lunghe scale. I vini della Grotta del Sole sono tutti prodotti in acciaio; le riserve con un attento uso del legno.
L’Asprinio, per la sua spiccata acidità, si esalta ancora di più nella versione spumante, sia col metodo Charmat che Classico Champenoise. Anche quest’ area ha caratteristiche peculiari vocate e dà buona materia prima per prodotti di qualità”.
Per saperne di più: www.grottadelsole.it ).

Ad accompagnare un pranzo casalingo con primo di pasta al sugo di ragù con parecchio pomodoro, piatto succulente dalle caratteristiche sensazioni di tendenza dolce e acida, e a seguire carne di tacchino aromatizzata con olio, aglio, rosmarino e salvia, sale e pepe qb :), contorno di verdure, e per finire,scheggia di parmigiano reggiano, è la morte sua (non proprio un pranzo da prima giornata estiva!), il vino si presenta di colore giallo paglierino intensamente carico, quasi dorato, luminoso, ovviamente limpido, molto consistente dai numerosi archetti e lacrime che restano disegnate sul vetro del bicchiere.
Bello il bouquet dai continui rimandi di fiori e frutta fragrante bianchi d’ impatto al primo naso, mela su tutti, uva spina, ma non solo; con sentori minerali e salini piacevolmente pungenti che vengono fuori via via che si apre. In bocca è asciugante, di bella freschezza, asprino, con buono alcol (13% in etichetta) che contribuisce ad una discreta morbidezza, salino e minerale dal retrogusto leggermente amarognolo; di buona struttura e dalla beva gustosa e pulita, di godibilissima intensità, si lascia ribere.

A presto... ;)



Sunday, May 23, 2010

Golpaja Villa Petriolo '06 '07


Ed ora è il momento per la Toscana di far scendere in campo il Golpaja '06 e '07, un vino 60% San Giovese e 40% Merlot...

Nel 2007 il colore è porpora, al naso qualche punta dolce di vaniglia che svela un affinamento in botte ancora da ammorbidire.
I sentori al naso sono i tipici a bacche rosse.
In bocca entra elegante, un pò prepotente forse sul finale dove il Sangiovese si fa sentire.
Il 2006 si presenta già più pronto ed equilibrato.
Il colore rubino di grande intensità ed un rosso porpora importante. Al naso il legno perfettamente inglobato con tutto il resto, sentori terziari leggermente accennati. In bocca entra deciso, un' intensità profonda che riempie tutta la bocca, una grande lunghezza e bevibilità assoluta.
Il Golpaja ha una stoffa da grande, un IGT difficile da domare da parte di Curtaz, ma con il quale riesce sicuramente a convivere.

Rosae Mnemonis Villa Petriolo '07


Ecco il momento di mettere in campo l'aristocrazia di Villa Petriolo, il Rosae Mnemosis '07, il cru del chianti, il colore rubino e quelle speziature con qualche punta di terziario che si sente in lontananza fanno capire che siamo davanti ad un vino di razza. In bocca è intenso, forte e potente, entra in bocca con grande eleganza e non è mai scomposto donando a chi lo assaggia una buona bevibilità. Ottimi i tannini che fanno capire che questo vino avrà una lunga vita. Sono veramente curioso di scoprire che evoluzione avrà questo vino nel futuro...

Chianti Villa Petriolo '08


Ecco arrivato il momento di assaggiare il chianti basico.
Una bella sorpresa, considerando anche che è soltanto un basico, rivela invece una bella evoluzione nel bicchiere di aromi che regalano una complessità inaspettata a questo vino da "tutti i giorni".

Un colore rosso rubino di una bella limpidezza.
Al naso i profumi fruttati crescono sempre più nel bicchiere evolvendosi pian piano.
I tannini ben strutturati danno una buona consistenza in bocca, ovviamente ricordiamoci sempre che è un basico...
Ottima qualità prezzo.

Musmeci Etna Rosso Tenuta di Fessina '07


Siamo arrivati a parlare di quello che a mio avviso è il vero tesoro di Fessina. Vorrei chiamarlo se mi è concesso, il sangue di Curtaz, il vino dove maggiormente traspare l'anima ed il lavoro del genio, l'umiltà impersonificata dalla potenza di un Cru capace di stupire ad ogni sua sfumatura evolutiva. Signori, il Musmeci '07...

Il Cru di Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio che prende il nome dalla famiglia che in precedenza possedeva la Tenuta di Fessina. Un tributo dovuto dato che solo grazie al signor Musmeci è stato possibile lavorare ad oggi Viti vecchissime che come risultato danno proprio questo vino, considerato da qualcuno "Il barolo di Sicilia".
Il colore come l'ERSE è di un rubino brillante, bellissimo ma molto più intenso. Brilla di luce propria, non ha colore dentro di se, ma luce. Al naso si accentuano molto di più rispetto al vino basico i sentori speziati, ed in bocca è possibile soltanto dire che è estremamente immenso, potente ma senza mai tralasciare quella stoffa di nobiltà che si porta dietro e che gli da un equilibrio imbarazzante che rende questo vino di una grandissima bevibilità.
Un vino da non perdere se lo trovate, prendetelo!

ERSE Etna Rosso DOC '08 Tenuta di Fessina


Ma tornando in Sicilia incontriamo l' ERSE '08, Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio, un inno alla gioia Siciliano.
Eccezionale la sua finezza gia dal colore, un rubino brillante, fantastico. Un naso speziato identifica già il calore delle terre che danno questo vino.
In bocca è caldo, pieno ed equilibrato, una persistenza lugna con un finale di bocca identificato da una punta amarognola...

Prodotto nella contrada di Rovettello in pieno Etna racchiude in se i due uvaggi popolari di queste zone. Un vino del popolo potremmo definirlo, che porta dentro di se tutto il peso di questo territorio così magico e capace di rapire gli occhi ed il cuore di Silvia Maestrelli e Federico Curtaz che da qualche anno portano avanti questa splendida realtà ai piedi del vulcano siciliano.

Canaiolo 100% Imbrunire '08 Villa Petriolo



Il secondo ad entrare sul campo è il 100% Canaiolo, l'Imbrunire '08, molto bello e particolare, qualche cenno ancora di spigolosità ma che il tempo ammorbidirà sicuramente. Un progetto che mi è piaciuto molto perché da modo di mettere in mostra la qualità di un uvaggio considerato da taglio, quando a mio avviso può avere proprio una qualità didattica fuori dal normale, dato che permette di capire a fondo la qualità del canaiolo.

Nel bicchiere l'Imbrunire si presenta di un rubino intenso, al naso i frutti di bosco e bacche rosse sono i profumi principali evolvendosi pian piano nel bicchiere.
In bocca molto fresco, di buona bevibilità anche se qualche nota spigolosa si sente ancora nel cuore della bocca. Forse la spigolosità come dicevo prima il tempo lo ammorbidirà. Consideriamo comunque che è un canaiolo ed è giusto che sia così crudo e non lineare.

SE Tenuta di Fessina '09



Il primo ad entrare sul ring di assaggio è per la Tenuta di Fessina il SE '09.
Uno Chardonnay fantastico, di un' eleganza incredibile questo gioiello proveniente dalle zone di Calatafimi e Segesta...

Signori, è uno dei bianchi che ultimamente mi ha maggiormente impressionato, se degustato alla cieca dalla sua freschezza, dal colore, e dai suoi profumi non gli daresti sicuramente la reale provenienza.
In bocca una buona freschezza e sapidità rendono questo vino di una bevibilità senza limite. Mantiene le qualità territoriali ma ha senza dubbio un taglio nordico dove bevibilità ed eleganza ne fanno da padrone.


Villa Petriolo Vs Tenuta di Fessina e lo stile di fare le cose per bene



Sul banco di assaggio c'è tutta la gamma di Villa Petriolo e gran parte di Fessina, come dire, un' amichevole tra continente e isola, e avere Curtaz a guidare il tutto mi son sentito un pò come Dante si è dovuto sentire nella Divina commedia guidato da Virgilio.

Sul banco di assaggio si presentano per la Tenuta di Fessina SE '09 Chardonnay, ERSE '08, Nerello Mascarese e Cappuccio ed il CRU Musmeci '07.
Per Villa Petriolo, che giocava ovviamente in casa si schieravano l'Imbrunire, canaiolo in purezza, Chianti basico '08, Rosae Mnemosis '07, i due Golpaja '06 e '07 e il Ser Berto, Merlot ancora in affinamento.



Insomma una bella sessione di degustazione, e fatta in faccia a faccia con Federico tutto questo diventa un pò speciale.
Analizzando i vini, in tutti si percepisce lo stile di Curtaz, particolarmente i Siciliani che hanno dentro di se un' anima nobile inconfondibile, nei due rossi, ERSE e Musmeci da paura, sorprende particolarmente il loro colore, il quale chiamarlo così è a mio avviso un pò riduttivo.
Su questi due vini si può parlare di luce...
Ah dimenticavo, per quanto riguarda Fessina, tenetevi a mente questo nome, A' puddara, sarà l'ennesima Sopresa di Silvia e Federico, Alicante in purezza che uscirà nel 2011? vedrete...

Friday, May 21, 2010

Vernaccia di San Giminiano DOCG Impronta '08 Mattia Barzaghi


In una sera, in questi primi caldi del 2010, ed era ora che arrivasse, ho avuto modo di stappare l'Impronta di Mattia Barzaghi...

La vernaccia DOCG basica dell'azienda Mattia Barzaghi con affinamento in acciaio è un piccolo gioiellino di freschezza.
Un colore paglierino con riflessi verdognoli.
Al naso una nota floreare evidenzia la sua giovinezza, ginestra e acacia ne fanno da padroni, ma la mela è sempre una nota prorompente sul finale.
Un vino di una sapidità buona, di una freschezza eccellente in bocca ed una grande bevibilità.
Della serie quando arrivi a fine bottiglia ti chiedi, chi l'ha bevuta!

A presto... ;)


Wednesday, May 19, 2010

Un giorno in Villa Petriolo, la magia di un luogo...

Sabato anche se il tempo non era dalla nostra Grappolo Rosso non si è fermato ed è andato a Villa Petriolo dall'amica Silvia per fare un interessantissimo percorso degustativo nei prodotti di Villa Petriolo e Fessina. Ad aspettarmi Silvia e Federico, quest'ultimo ovviamente guidava il tutto e lasciatemelo dire, mentre assaggiavo in face to face con colui che è considerato da tutti uno dei più grandi dell'enologia italiana mi sentivo alquanto fortunato...


Prima della degustazione però Federico e Silvia mi hanno guidato nel centro nevralgico della lavorazione, visitando gli spazi adibiti all'affinamento, dove, nelle vasche, stava ancora riposando il chianti 2009 (1a sorpresa), non mi aspettavo di trovare ancora il 2009 ma come spiega Federico, è una scelta aziendale, per privilegiare la qualità rispetto alle leggi di mercato che richiede sempre più l'anteprima.





Visitati gli spazi delle vasche il percorso è continuato nella parte più magica della tenuta, un posto fantastico (2a sorpresa), un luogo dove sembra che il tempo si sia fermato in un istante casuale di circa 100 anni fa, entrando in queste stanze si respira un'aria diversa, un' aria di altri tempi.



Scendendo poi le scale entriamo nello scrigno segreto di Villa Petriolo (3a sorpresa), il paradiso degli appassionati di Vino, ma non solo, un luogo magico fatto di muffe sulle pareti e pavimentazione sdrucciolevole, luce fioca e barrique nel mezzo alla prima stanza dove riposa il Merlot del Golpaja, nella seconda sala una scena da film, incredibile, centinaia di bottiglie dormivano, riposavano, lo scenario è fantastico, il silenzio viene rotto soltanto dalla nostra voce che discute ovviamente la meraviglia del luogo ribattendo l'importanza per le aziende di mantenere la parte nobile e meno profana del fare vino.





Tornati con i piedi per terra ormai la voglia di stappare qualche bottiglia si fa irrefrenabile e arriva quindi il momento di tornare in casa per iniziare la sessione.

Ma di questo ne parleremo nel prossimo post...

TO BE CONTINUE

A presto... ;)


Tuesday, May 18, 2010

Incontriamo la Viti-vinicoltura Biodinamica



Sabato 12 Giugno alla Villa medicea di Cerreto Guidi si svolgerà un interessante incontro sulla Viti-vinicoltura biodinamica moderna.
Molti saranno gli interventi ed i seminari che riempieranno la giornata nella splendida location Cerretana, tra i tanti interessantissimo e da non perdere è quello di Andrea Gori che seguirà la degustazione de "I vini biodinamici", quella del Picchi, il grandioso cuoco del Cibreo e quella di Luca Maroni che cercherà di svelarci se è possibile rintracciare la composizione del terroir nella degustazione.

Vi metto qua sotto il link alla lista dei seminari.
Grappolo Rosso ci sarà, e voi?


A presto... ;)

Zuppa & Vernaccia '08 Azienda Pietrafitta

Questa settimana il nostro inviato speciale ci svela il segreto della Vernaccia con un abbinamento non del tutto consueto, primo giorno di sole e già abbiamo voglia di rinfrescarci con un bel bianco...
A te la linea Alessandro!!!



Finalmente è uscito il sole! a riscaldarci e asciugarci da tutta questa’acqua in un insolito maggio piovoso che sembra non voler smettere di farci dispetto e che ci ha proprio scocciato.

Sono a pranzo dalla mamma , home sweet home, che ha preparato una zuppa di verdure, semplice e leggera con cavolo verza e del pane biologico raffermo che ha recuperato a discapito della pattumiera. Allora mi sono detto, qui ci sta bene un bel vino, bianco, solare come la giornata che è oggi, e come già sperimentato, l’abbinamento è tradizionale, sono andato ad acquistare una bottiglia di Vernaccia di San Gimignano DOCG(prezzo intorno ai 10 euro), giuro, la prima che ho trovato in enoteca, per poi metterla subito in frigorifero a raffreddare un po’. E’ un accostamento che mi piace molto, la succulenza e la tendenza dolce della zuppa, delicata al palato, si contrappongono bene alle caratteristiche sferzanti e eleganti al tempo stesso del vino-vitigno simbolo di San Gimignano. L’etichetta in questione è il Borghetto Vernaccia di San Gimignano in purezza da vendemmia 2008 dell’Azienda Pietrafitta (www.pietrafitta.com), realtà storica immersa nelle colline meravigliose della nostra New York City medievale, patrimonio dell’umanità UNESCO. Premetto che, per me, la Vernaccia di San Gimignano è un vino da intenditori e, azzardo, non ha nulla da invidiare ai grandi vini francesi della Loira, soprattutto le riserve. Conosco bene quelle di Cesani, Fratelli Vagnoni, Panizzi, Montenidoli, ma le apprezzo quasi tutte, ideali da bersi nelle stagioni intermedie come adesso e in autunno.

Nel bicchiere si presenta di un bel colore giallo paglierino intenso tendente al dorato, vivo, luminoso, dalla bella scorrevolezza e consistenza. Al naso è intensa con note fruttate e floreali in primo piano, il bicchiere è freddo ma, via via che sale la temperatura, esce con tutta la sua complessità fatta di note di frutta a polpa gialla matura, susina su tutti, ma non solo; un che di erbe aromatiche, frutta secca, pistacchio, e immancabile la pietra, pietra focaia (e non vado oltre con la polvere da sparo!). In bocca la trovo elegante, pulita, di bella struttura e equilibrio, asciugante e rinfrescante, comunque morbida, evoluta, corrispondente ai sentori olfattivi, forse più calda dei 13 gradi dichiarati; minerale, con acidità e decisa sapidità piacevole dal finale lungo, si sente appena l’amaricante della mandorla al retrogusto, che a me piace.

Poi, ho proseguito con del formaggio pecorino a pasta dura, ci si sposa perfettamente, e per chiudere, il formaggio me la chiama, cioccolata, e che cioccolata!, Amedei.



E bravo il nostro inviato speciale! ;)
A presto...

Monday, May 17, 2010

Intervista al sommelier informatico Andrea Gori

Se state leggendo questo post sappiate che il 90% della colpa è tutta sua.
E' lui che ha ispirato il sottoscritto ad aprire Grappolo Rosso, grazie al suo blog vinodaburde dove con il suo umorismo e professionalità racconta le vicende e tutto quello che accade nel mondo del vino e non solo.
Andrea Gori, famoso come il sommelier informatico, è un vero maestro di come la tecnologia 2.0 può aiutare e cambiare il modo di comunicare il vino. Un vero maestro, o lo ami o lo odi, ma non ne puoi certamente rimanere indifferente.

Su Facebook il profilo gestito da Andrea, Burde, trattoria famosissima di Firenze di proprietà della famiglia Gori, ha raggiunto proprio il week end passato quota 2.000 iscritti, il suo profilo conta più di 1.600 amici, dati che sono destinati a salire. Presente in tutte le rassegne enogastronomiche Andrea sembra abbia due vite, impossibile vederlo fermo, mentre è a fare una degustazione si riprende e posta il video su Youtube, è in giro per fiere e ristoranti e i suoi post su twitter lo tengono sempre in contatto con tutti i suoi followers. Andrea collaboratore e co-fondatore di Intravino è impegnato anche nella collaborazione col critico enogastronomico Leonardo Romanelli nelle avventure Il Rosso e il Nero, progetto del quale io ne vado veramente pazzo :).
Grappolo Rosso è riuscito a fermarlo un attimo prima che ripartisse per i suoi incontri, degustazioni e lavoro in trattoria, vi riporto qua sotto l'intervista.
Buona lettura...

Quando hai capito che il vino sarebbe stato il tuo lavoro?

Diciamo che me lo sono ritrovato come unica postazione "libera" nell'azienda di famiglia e mi ci sono infilato. Il successo nei campionati Toscani nel 2006 e , prima ancora, la qualificazione alle semifinali 2005 del campionato italiano sommelier AIS a meno di un anno dal diploma di sommelier, mi hanno fatto capire che era una strada che poteva darmi soddisfazioni.

Il vino più significativo nella tua vita?

Ho un approccio con il vino molto meno romantico di quanto la gente pensi, non essendone un consumatore molto assiduo. Se devo dirne uno, il vino che più mi emoziona ogni volta che lo assaggio è il Brunello di Montalcino degli anni '70.

Se ti dovessi definire un vino, che tipo di vino ti senti di essere?

Piacione, immediato e aperto alla comunicazione, bollicina di sicuro.

Che tipi di vino preferisci?

Come tutti i sommelier e i degustatori professionisti, dopo un pò si arriva alla sacra triade del Pinot Nero di Borgogna, lo Champagne e il Riesling tedesco...

Qual'è il consiglio che daresti ad un ragazzo che vorrebbe intraprendere la strada del sommelier?

Corso AIS subito di corsa, poi tanti weekend in giro per l'italia con un paio di guide sotto il braccio e tanti ma tanti banchi d'assaggio. Qualche serata e degustazione in locali scelti con persone qualificate (dal lunedì al venerdì)

L'abbinamento tra cibo e vino più curioso che ti è capitato di fare?

Siepi di Fonterutoli 2003 sulla Torta Pistocchi al cioccolato al peperoncino, grandissima sorpresa.

Hai un blog, quando e perché ti è venuta la voglia di aprirne uno?

Scrivevo tanto e producevo molto materiale (video, podcast, foto) ed è stata la scelta migliore per raddunare tutto e sfruttare la quantità per mezzi promozionali del locale e della mia attività di assaggiatore.

Come pensi che influenzerà ancora il web e le tecologie 2.0 nel modo di comunicare e fare vino?

Di più di così mi pare difficile ! ;-) Di sicuro, consumatori più coinvolti ma anche più selettivi, sarà un mercato sempre più competitivo dove però poesia e senso degli affarri varranno sempre pari come armi vincenti.

Come vedi il vino del futuro?

Sempre più costoso e bevuto sempre meno, purtroppo, però sarà anche molto più buono.

Come nasce la collaborazione con il grande Leonardo Romanelli ne "Il rosso e il nero" ?

Diciamo che ci siamo "trovati"...e ognuno aveva da dare opportunità all'altro. Ma Leonardo in questo è fantastico, non riesce a gestire tutto quello che gli capita di fare e si affida spesso a persone che considera brave e di fiducia. Mi ritengo piuttosto fortunato ad averlo incontrato.

...E qual'è l'intento di questa mitica collaborazione?

Comunicare il vino nella maniera più nuova, completa e accattivante possibile...

So che hai un passato da Dj e sei un appassionato di musica quindi vorrei farti una domanda che ho fatto anche a Jeremy Parzen di Dobianchi, secondo i tuoi gusti, o anche no, abbina a questi tipi di vino una canzone che secondo te li ritrae particolarmente:

Un Brunello:



Amongst the waves Pearl Jam



IGT Toscano:



Se a base cabernet, una ballad dei Crue, Home sweet home? ironico...

Sauternes:



Recioto di Soave

un Pomerol:



Losing my religion

un Porto:



Wuthering Height di Kate Bush nella versione degli Angra(metal band portoghese, ovviamente)

un shyraz australiano:



Kick degli Inxs

un Californiano:



Jump dei Van Halen

Un riesling tedesco:



Du hast dei Rammstein

Un saluto a Grappolo Rosso ce lo fai?

Ciao Grappolo e vedi di cambiare colore ogni tanto, par condicio anche nel vino!


Grazie Andrea e a presto da, Grappolo Nero! :D



Saturday, May 15, 2010

Vinaria a Montecarlo 15 e 16 maggio


Oggi e domani si svolgerà a Montecarlo di Lucca la nuova edizione della manifestazione VINARIA. Città del Vino, Bandiera Arancione e tappa principe della Strada del Vino di Lucca e Versilia, Montecarlo raccoglierà in questi due giorni le aziende vinicole della zona, tra le tante ci sarà l'azienda Buonamico con i suoi prodotti a deliziare palati e menti pronte a scoprire il sapore di un territorio, quello di MOntecarlo, ricco di storia e di prodotti d'eccellenza italiana.

Perciò, anche se il tempo per il momento non sembra essere clemente, se avete voglia di fare un giro tra le borgate, mangiare qualcosa di eccellente e degustare un buon calice di vino, Montecarlo di Lucca è il posto dove dovete andare.
Per maggiori dettagli cliccate qui.

A presto... ;)

Thursday, May 13, 2010

Realtà Bio e la Vernaccia di Mattia Barzaghi



Difficile non parlare di biologico in tempi come questi...
Dentro ad un parco naturale nei pressi di San Gimignano si è materializzato il paradiso del quale tanti ne parlano e si riempiono la bocca ma in pochi sono in grado di viverlo veramente con criteri nel pieno rispetto della natura...

Uscendo dalla strada principale, imbattendosi subito in un percorso da Camel Trophy con rocce e terra rossissima (la famosa terra senese:), passando da un bosco e da una distesa di tronchi, ad un certo punto uno spiraglio.

Lo spazio si apre ed un cartello ci indica che siamo arrivati all'azienda di Mattia Barzaghi, un cancello di legno da vero Western Americano ci viene aperto dal nostro Virgilio in questa visita di un Sabato aimé piovoso ma non certo poco entusiasmante. Simone Morosi brand manager dell'azienda e amico di Grappolo Rosso conducendoci in cantina, ma non prima di essere rapiti da un paesaggio veramente naturale, cavalli, ciuchini, cinte senesi e addirittura le capre del camerun fanno parte di questo quadro dove al centro c'è sempre la natura.
Arrivati alla cantina, dove Zeta ci stava aspettando per farci gli onori di casa e controllava il lavoro svolto dal padre di Mattia (Tengo a precisare che Zeta non è un uomo, ma un grazioso cagnone, un vero e proprio cane d'azienda, al quale Mattia per amore ha voluto dedicare una delle sue bottiglie più riuscite, appunto Zeta). Spiegatomi tutto il procedimento di vinificazione in totale rispetto dell'ambiente, Simone inizia a preparare e a farmi assaggiare alcune delizie direttamente dalla botte, un vero sogno per chi come me può solo documentare la vita in cantina. Un privilegio degno di essere documentato anche con qualche foto. Ed è proprio mentre venivano scattate le foto che avrebbero arricchito questo post che vediamo Mattia, reduce purtroppo da una sfortunata mattina in vigna dato il tempo inclemente che gli ha concesso di tornarci soltanto nel pomeriggio per finire il lavoro. In cantina Mattia mi spiega le sue sensazioni e le sue preferenze inerenti ai propri vini e senza alcun indugio fa capire che anche per lui Zeta è il tipo di vernaccia che maggiormente caratterizza la sua azienda.





A pranzo, di stampo molto amichevole senza troppi fronzoli, la discussione si allarga anche ad argomenti che vanno oltre ai propri vini. Un ambiente familiare ed amichevole che porta Mattia a raccontarmi le sue esperienze passate (sì, lo devo scrivere, Mattia è stato anche un Cowboy nella lontana Australia). Reduce da un'esperienza dal re della Vernaccia, Panizzi, Mattia mi racconta il suo primo contatto con il mondo del vino e quando è stato letteralmente rapito da una voglia di prendere la propria strada, catturato dalla passione stessa per il vino che lo ha portato a comprare questo appezzamento nel cuore della campagna Toscana creando così la sua realtà. Continuando la discussione tra degustazioni veramente amichevoli e una fantastica arista, arriviamo al punto in cui la mia domanda non poteva che venir fuori spontanea. Cosa significa fare biologico per Mattia? ovviamente tutto documentato dal video qua sotto :)
(Scusate l'audio ma il regista come al solito, è quel che l'è!)



La Vernaccia, un uva spesso sottovalutata perché in passato non è stata proprio sinonimo di eccellenza e spesso non si conoscono le sue capacità, ma quando assapori nel bicchiere prodotti come Zeta, Cassandra e Impronta, ti rendi conto delle potenzialità che ha, piena anche di storia, infatti, la sua Denominazione di Origine Controllata risale al 1966, la prima denominazione in italia.
Buoni anche i rossi di Mattia, ma decisamente, San Gimignano è terra di Bianchi.
Insomma tirando le somme di questo incontro dove non si può che rimanere sbalorditi davanti a tanta concretezza e tanta voglia di portare avanti un qualcosa che è più di un lavoro, è uno stile di vita fatto di umiltà e consapevolezza che l'uomo è soltanto un mezzo che permette alla natura di tirar fuori il frutto, non resta che fare i complimenti vivissimi a Mattia che sta portando avanti, grazie anche a Simone Morosi un progetto in un luogo che purtroppo spesso è stato snobbato, vuoi per la poca comunicazione fatta negli anni passati, vuoi perché la vernaccia si trova spesso in scaffali non considerati di nicchia con produzioni alte a discapito della qualità.



Ecco, Mattia Barzaghi stà portando avanti invece un discorso di qualità alta con un impegno grandissimo e stà facendo ricredere, assaggio dopo assaggio, le persone che fino a quel momento erano un pò scettiche sulle qualità di questa uva.
Grazie invece a persone come Mattia la Vernaccia stà salendo di qualità e spero vivamente che nei prossimi anni, questo vino, si possa ritagliare ciò che gli spetta di diritto, uno spazio tra quei vini detti "nobili" perché sia il prodotto che il progetto portato avanti è veramente da premiare.
San Gimignano è una terra di bianchi e non di rossi, e considerando che di zone da bianchi in toscana non ce ne sono poi così tante rischiando di far gridare il pubblico all'unicità di questo territorio, forse è bene pensare a quando assaporiamo prodotti come questi che sono prodotti unici, pieni di valori e di storia.

Anche la capretta del Camerun condivide i metodi biologici e legge Grappolo Rosso!



A presto... ;)

When in Rhône... 2008 Beaumes de Venise



I stumbled upon this wine while shopping at my local supermarket - InterMarché - and it was another sweet InterMarché surprise...

It's labeled Beaumes de Venise and it has its own appellation. The area is nestled in a growing area that touches well-known meridionale wines Gigondas and Chateaûneuf-du-Pâpe, an enclave northeast of Avignon.
The wine is blend of four varietals - grenache (predominately), syrah, cinsault and mourvèdre - the workhorses of the southern Rhône. It has a lighter robe than the wines I prefer, such as Saint Joseph, but hey it comes from a completely different terroir, so one shouldn't be surprised. The color made me think that I did no harm decanting it now.
The winemaker that crafted this bargain is Vignerons de Beaumes de Venise S.C.A. in the department of Vaucluse. They are another example of the larger winemaking operations in the southern Rhône that have the capacity to produce lower-grade wines at three-to-five-euro price range.
Like most of the wines from this area, they are pretty much ready to drink the moment you leave the store. It's not dense, not particularly well structured, but it brings us to the low-price border-line fruit bomb land that we appreciate that has a lot of blackberry, according to the label. I would agree as it doesn't have the red berry that I know up north and it misses the mark on intensity and acidity that I love, but at three euros what can you say? It was also borderline "delicious".

Food: Cincinnatti Chili or a cheap steak
I made homemade Cincy chili to go with it. For most folks who are reading this, Cincinnatti Chili entails cinamon / clove spice in stead of chili poured over pasta (called a "two way"). I chose to drink three wines with a "three way". If you don't fancy a "three-way", I would definitely pair this wine with capon, duck, turkey. Perhaps consider cheap, thin euro-steak that is drenched in some BBQ sauce such as Ken Davis or Sweet Baby Ray. As for cheese, I would try this with some double cream brie or a creamy chevre (It's available in the U.S. and U.K. cheese shops).

Price point is on "pont"
If you are visiting Avignon and you are low on the "sou", buy this. You save the pain of blowing 30 euros on a CdP or a 20-euro Gigondas.


Maremma Wine Shire dal 14 al 16 Maggio a Grosseto

Maremma Wine Shire è il primo Salone dei Vini della Maremma Toscana che si svolgerà nell’area fieristica del Madonnino a Braccagni (GR) dal 14 al 16 Maggio.
Tre Giorni per conoscere e per chi vuole anche acquistare le produzioni di un territorio come la Maremma.
Nella fiera sarà possibile anche effettuare degustazioni guidate da Luca Maroni che illustrerà tecnicamente la Maremma del Vino e guiderà il pubblico in un percorso tra i vini della Maremma.

Gli appassionati e gli addetti ai lavori si potranno incontrare e confrontarsi tra i nuovi padiglioni del Centro Fieristico, oltre 150 espositori provenienti tutti dalla provincia di Grosseto.
Una fiera che ha il compito di valorizzare un territorio, quello della Maremma, che ha regalato molti vini di importanza indiscussa nel territorio Toscano, quindi, come non darle rilievo su Grappolo Rosso.

A presto...

Wednesday, May 12, 2010

Terroir Vino 2010


Lunedì 7 Giugno Grappolo Rosso sarà presente all' evento Terrorir Vino 2010 a Genova, Magazzini del Cotone, porto antico di Genova, per parlare di Vino, persone e Web.
Un confronto tra gli addetti ai lavori, aziende produttrici,i protagonisti dell'informazione online ed i lettori. Terroir Vino è un evento che permette di tirare anche le somme di quello che è stato fatto nell'informazione e capire come muoversi nel futuro. Terroir Vino è informazione ma non solo, infatti, l'evento è organizzato da tigullioVino.it, wine magazine italiano sul mondo del vino che ha al suo interno due commissioni degustatrici, le quali hanno selezionato per l'evento i migliori vini ed oli effettivamente degustati dal 2000, anno in cui nacque il magazine, ad oggi.

Vino, persone, web sono le fondamenta di questo incontro, da sempre caratterizzato dalla partecipazione di un gran numero di protagonisti dell'informazione enogastronomica, specialmente di quella che opera online. E' un'occasione unica di incontro, reale e tangibile, tra la nostra struttura, gli operatori e tutti coloro che amano l'informazione libera e indipendente. Grappolo Rosso è stato invitato all'evento per dare il proprio contributo tra i tanti blogger e giornalisti online che vi parteciperanno.
Oltre a Vino, persone, web, i giorni precedenti, TigullioVino.it organizza altri eventi collaterali sempre nello splendido scenario Genovese e potete trovare il calendario qua.

A presto...


Monday, May 10, 2010

Cerasuolo DOC '09 Strappelli Un sorso d'Abruzzo

Dopo un week end da tour de force per le fiere nella toscana non possiamo che iniziare questa settimana con un report del nostro inviato speciale.
Questa volta Alessandro è andato in Abruzzo per farci scoprire una piccola perla, quindi...

A te la linea Alessandro!!!

Sono stato in Abruzzo, nel verde delle Colline Teramane, nella zona di Colonnella, Mosciano e Giulianova, una toccata e fuga, accompagnato dal sole a differenza di questo inizio mese di maggio piovoso.
Terra di Montepulciano, vitigno autoctono dalle origini incerte, da uve storiche di recente DOCG (dal 2003) che prevede una composizione ampelografia di Montepulciano al 90% max con taglio di uve a bacca rossa, in particolare Sangiovese 10% max, nelle tipologie rosato e rosso DOC, Colline Teramane DOCG e Riserva , che dona un vino portentoso che dà gioia e forza fin dal primo sguardo.
Mirabile il paesaggio collinare ben curato a ridosso del mare che, come una trina, incornicia la montagna del Gran Sasso che sovrastata imponente tutto il panorama. Girando per la campagna, nella Regione più verde d’Italia, come evidenziato nei numerosi cartelloni stradali di benvenuto, ci si rende conto della laboriosa impronta dell’uomo sul territorio e della caratteristica forma di allevamento della vite col sistema a tendone, o pergola abruzzese, quasi ovunque qui, tranne che per i nuovi reimpianti, fortunatamente resiste ancora
la tradizione.
A sera, nell’accogliente Ristorante Zenobi delizioso ristoro immerso nella campagna Colonnellese, dalla cucina tipica locale con prodotti da loro stessi coltivati, ho assaggiato piatti che definire squisiti è riduttivo: la tradizionale “virtù”, zuppa di verdure preparata con quel che c’era di disponibile in casa, merito delle massaie di una volta, da qui il nome; agnello cacio e ovo; spezzatino di pecora (mi scuso per non rammentare i nomi locali), in abbinamento a, non poteva essere diversamente, Montepulciano d’Abruzzo.



Cerasuolo DOC 2009 dell’azienda Strappelli, buon vino beverino fresco e rinfrescante della tradizione abruzzese che si alterna nei mesi più caldi ai più corposi Montepulciano d’Abruzzo e, nell’occasione, a un Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane DOCG 2006 Castellum Vetus dell’azienda Centorame, gran vino sin dal colore rosso rubino scuro impenetrabile quasi nero con sfumature violacee, che macchia il bicchiere, di bella vivezza e lucentezza, consistentissimo. Intenso e caldo al naso, speziato dolce, bouquet di frutta a bacca rossa e nera: mora di rovo su tutte. In bocca è avvolgente, corposo, gustoso, più spostato su le parti morbide, notevole la componente alcolica. Setosi i tannini, con buona freschezza, mineralità e sapidità nel finale. Ricco di frutto, bello, integro e polposo che quasi si mastica. Intenso e lungo al retrogusto, un piacere riscoperto in buona compagnia.

Thursday, May 6, 2010

Le R(ae)gioni del bianco. Soave e Vernaccia si incontrano in Versilia


Dopo una mattinata piacevolissima da Mattia Barzaghi, di cui sentirete parlare molto presto su Grappolo Rosso di questo incontro, scappo e vado a Lucca ai grandi cru della costa Toscana mentre l'amico Simone Morosi dell'azienda Barzaghi parte per la Versilia per Le R(ae)gioni del bianco. Soave e Vernaccia si incontrano in Versilia per un duello a l'ultimo brindisi. I vignaioli presenti sono molti ed i prodotti devo dire molto interessanti, tra cui c'è infatti anche Mattia Barzaghi.

Vi linko qua il post di acquabuona.it che organizza l'evento e dove potete trovare maggiori informazioni...
Che dire, spero domenica di raggiungere il Morosi e magari brindare alla gloria di questi due bei prodotti!

A presto... ;)

VIII Edizione Cento Vini d'Italia al Relais Certosa


L’Italia dal Nord al Sud ha un grandissimo patrimonio di vitigni autoctoni che
rappresentano la storia e tradizione della viticoltura italiana. Stasera Dalle 14.30 alle 20.30 e Sabato e domenica dalle 11.00 alle 21.00 presso il Relais Certosal Grand Hotel. Qua trovate il pdf con qualche info in più. Io ci sarò con molta probabilità Domenica quindi se mi cercate sapete dove trovarmi ;)


Montelfalco Sagrantino Còlpetrone '98


Ultimamente mi stò avvicinando molto ad un vitigno tutto umbro, un vitigno storico nel territorio ma che solo nell'ultimo decennio o poco più è stato valorizzato e da qualche anno possiamo dire che si è consacrato nell'olimpo del vino grazie anche ad imprenditori ed aziende che hanno saputo spingere nei giusti modi e tempi questo vitigno autoctono qual'è il Sagrantino.

Stasera Grappolo Rosso ha degustato il Sagrantino Montefalco Còlpetrone 1998 ed è tutto quel sapore dell'Umbria, che in certi versi molto simile alla Toscana, che mi affascina e spero quindi di andare a visitare molto presto personalmente queste aziende che producono questi piccoli gioielli. Ma passiamo alla degustazione...
Nel bicchiere il colore è granato e denso. Al naso si percepiscono punte di terziario, la terra ne fa da padrona emanando sentori di sotto bosco ed un elegante combinazione con bacche nere e sentori tostati che fanno percepire un buonissimo affinamento in legno. La bocca è elegantissima, lunga e piena, uno splendido equilibrio accompagna una beva piacevolissima, fresco e persistente.
Sono soddisfatto di questa bevuta, un vino bevuto a mio avviso al momento giusto, un vino molto maturo e virile, elegante e quasi sacro, come del resto il suo nome ricorda, se gli hanno dato il nome di Sagrantino un motivo ci sarà...

A presto... ;)


Tuesday, May 4, 2010

Verticale Castello di Ama Chianti Classico



Il nostro inviato speciale Alessandro Zingoni è andato al Castello di Ama per assaggiare lo storico Chianti Classico. Salutandovi riporto qua sotto gli appunti di viaggio del nostro inviato.
A te la linea Alessandro...

Lo sguardo è rapito, il paesaggio è verde di vigne, olivi, boschi, sulle colline massicce che dominano a giro d’orizzonte.

Incredibile, ma vero, siamo nel cuore pulsante del Chianti Classico o Chiantishire per i lovers anglosassoni, e precisamente a Castello di Ama, lo chateau di riferimento nel comune di Gaiole in Chianti, in provincia di Siena, il terroir di origine eletto per eccellenza della Toscana.
Mi limiterò a parlare di quello che amo di più, dei vini, in una giornata indimenticabile trascorsa grazie alla delegazione cui appartengo in visita all’ Azienda fondata nel 1972 da Marco Pallanti enologo e consorte Lorenza Sebasti AD dell'azienda.

Un ringraziamento speciale va al responsabile commerciale Stefano Toccafondi per la disponibilità e la pazienza dimostrataci nell’intera giornata lungo l’appassionante percorso dalle vigne (mitica la numero 25!) e le cantine, attraversando il borgo medievale, fino alla degustazione prima e al pranzo dopo, in una full immersion nel Genius Loci che si respira in un luogo unico per natura e arte (consultare il bellissimo sito www.castellodiama.com).

Il Classico di Ama

Verticale di Chianti Classico Castello di Ama 2006, 2004, 2001, 1999

Vini prodotti da uve autoctone Sangiovese da vigneti di proprietà tutti iscritti all’Albo, su terreni chiari di pietra calcarea coltivati fino a 500m slm, nel massimo rispetto del disciplinare DOCG, che prevede un taglio massimo del 20% con altre uve esclusivamente a bacca rossa. Vinificazione in acciaio, elevazione in barrique francesi nuove con ulteriori passaggi per un totale max di 14 mesi; gradazione alcolica 13% del volume; lungo affinamento in bottiglia.

Castello di Ama 2006
25° vendemmia! Rosso rubino dalla luminosità impressionante, dal colore unito e bella scorrevolezza nel bicchiere. Al naso è caldo, con sentori dolci di tabacco, spezie, viola appassita, frutto ancora fragrante, già incredibilmente elegante. In bocca palesa tutta la sua giovinezza – è asprino – con tannini marcati, acidità e morbidezza ancora da equilibrare; buona struttura, intensità e persistenza gustativa: vino di indubbia potenzialità; minerale e sapido nel finale. NB: le uve da taglio sono state aumentate di numero con percentuali minori e sono: Malvasia Nera, Canaiolo, Merlot, Cabernet Franc, Pinot Nero.

Castello di Ama 2004
Colore di intensità maggiore rosso rubino con sfumatura granato, vivo e consistente. Al naso è intenso e aumenta la complessità dei profumi con sentori netti di frutta a bacca rossa integra matura in confettura, sottobosco, humus, viola, geranio. In bocca è sicuramente più avvolgente, rotondo, corrispondente ai sentori olfattivi, ricco di frutto, caldo, buon corpo, decisamente più equilibrato nelle componenti gustative già ben integrate, intense e persistenti: vino espressivo del territorio.

Castello di Ama 2001
Bello! Colore rosso rubino-granato più scuro, bella vivacità e consistenza. Intenso e ampio al naso dalla bella complessità, suadente nei sentori di tabacco, fiori rossi appassiti, mix di spezie, frutto di bosco e sottobosco sotto spirito ancora integro, ben corrispondente al palato, ricco e polposo. In bocca è rotondo, con sensazioni tanniche più setose, freschezza acida e sapidità ben bilanciate, elegante, si riscontra la mineralità caratterizzante del territorio. E ancora intensità, persistenza dal finale pulito e lungo.

Castello di Ama 1999
Eleganza e complessità lo caratterizzano già dal colore rosso granato evoluto, ancora vivo e consistente. Non ha bisogno di tante parole, se non che è armoniosamente intenso e complesso nelle sue componenti: suadente nelle note terziari, avvolgente, equilibrato e gustoso al palato, dal frutto ancora polposo, senza picchi alcolici, bel corpo e trama tannica setosa sin dal primo sorso; dai rimandi retrogusto-olfattivi piacevolmente lunghi. Sicuramente è un gran vino, che abbiamo degustato nel suo momento migliore e, perché no, ottimo anche da meditazione. Un solo rammarico, si fa per dire, non aver avuto più tempo a disposizione per coglierne le continue evoluzioni nel bicchiere.

Monday, May 3, 2010

Anteprima Grandi Cru Toscana a Lucca!


Sabato 8 Domenica 9 e Lunedì 10 Maggio al Real Collegio di Lucca si svolgerà l'anteprima dei Grandi Cru di Toscana.
Molte le aziende in assaggio e grandiosi i vini, trovate la lista completa qua.
Nell'evento molti sono anche i laboratori di degustazione e molto interessanti, che potete trovare qua.

Quindi ricapitoliamo, Sabato, Domenica e Lunedì prossimi a Lucca al Real Collegio ci sarà Grandi Cru di Toscana, e dato che sarebbe un vero peccato non partecipare Grappolo Rosso sarà presente con molta probabilità Sabato a twittare in qua e in la per l'evento, quindi se volete, fatemi uno squillo e ci becchiamo tra i banchi di assaggio...

A presto...