Wednesday, February 16, 2011

Piaggia Carmignano DOCG Riserva 2005

Un nuovo post del nostro Ruben, che ci racconta nuovamente un vino della zona di Carmignano
Passiamo dunque la linea all'ambasciatore di questa DOCG unica nel suo genere...


A metà anni '90 una sorta di rivoluzione enologica coinvolse Carmignano, innescando un'evoluzione qualitativa e stilistica dei vini della denominazione, da cui ne sarebbe derivato il consolidamento della leadership di Capezzana e l'affermazione di nuove realtà quali la Fattoria Ambra e Piaggia.
Vino figlio di questa stessa evoluzione, che ha rimodellato il profilo organolettico dei vini all'insegna di una maggior pulizia, concentrazione di colore e frutto, sembra proprio essere il Piaggia Carmignano DOCG Riserva 2005, un'interpretazione fatta di colori impenetrabili e di strutture sostanziose secondo la seguente “ricetta”: Uvaggio: 70% Sangiovese, 20% Cabernet e 10% Merlot. Lunga macerazione sulle bucce in tini di piccole dimensioni per ottimizzare l'estrazione dalle bucce e l'andamento fermentativo: acciaio per il Sangiovese ed il Merlot, rovere per il Cabernet. Maturazione in barrique di rovere francese dove il vino svolge la fermentazione malo-lattica e sosta per i successivi 24 mesi. Imbottigliamento senza stabilizzazione a freddo né filtrazione. Affinamento in bottiglia per 6 mesi. Di colore rosso rubino cupo con riflessi violacei; al naso sfoggia un bouquet decisamente ampio ed intenso con sentori netti di frutta nera e piccoli frutti rossi che vanno a braccetto con note speziate dolci (cannella, vaniglia), tostate (caffè) e vegetali. In bocca si rivela strutturato, caldo, pastoso, tannini fitti e setosi, finale lungo e persistente. Trova il suo sodalizio ideale con buon piatto di pappardelle al sugo di cinghiale. Nel complesso un vino ottimo ma non immenso, un Carmignano più internazionale che tradizionale, l'unica nota stonata è forse rappresentata dal prezzo a mio parere leggermente elevato (circa 25 euro in enoteca), se non altro sarà un regalo gradito!

A presto... ;)

8 comments:

  1. Come lo risento ti dico, sicuramente di qualità, gusto, quel 10% però ...

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  2. difatti il mio palato ed il mio portafogli preferiscono quello che ho recensito in precedenza!

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  3. So che penserete tutti che sto delirando, in effetti sono reduce dall'Anteprima del Chianti Classico, ma io vi dico che, degustati la stessa sera, mi ha dato molta più soddisfazione il Sasso 2006, che pure è il loro secondo vino. Elegante e equilibrato...anche per il portafoglio:-))))

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  4. Della serie comunicazione di servizio: quando lo levi James e soprattutto quando lo inserisci Ruben? ciao

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  5. concordo con BB ma solo per il Sasso 2007 rispetto alla Riserva 2006...

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  6. La settimana prossima ho programmato una serata di approfondimento con questi vini:

    Montecucco Riserva Colle Massari 2007
    Flaccianello della Pieve Fontodi 2007
    Carmignano Riserva Piaggia 2006
    Bolgheri Caccia al Piano 2006
    Poggio Valente 2005 Le Pupille

    Ritieni che siano vini da conservare più a lungo prima di essere aperti? E' mi riferisco in particolare al Carmignano da te provato del 2005.

    Claudio Tenuta

    grappolospargolo.spazioblog.it

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  7. Fondamentalmente, per me, sono tutti giovani, passi il Poggio Valente 05. E poi, comunque sia sono giovani, il Caccia al Piano è il Levia Gravia o il Ruit Hora, cabernet sauvignon o merlot?

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