Wednesday, March 16, 2011

Stefano Amerighi, la luna ed il suo Syrah...

E' bella la sensazione che hai quando arrivi in luoghi come questi e scopri che chi ti sta aspettando chi li vive in tutta la loro totale bellezza, senza sconvolgere l'habitat naturale, con duro lavoro e rispetto, tanti libri sulle spalle che servono per sposare una filosofia, un metodo da riportare poi nel concreto...

La prima impressione su Stefano Amerighi è stata quella di un uomo che sta incalanando un percorso, che fa crescere un progetto, che non si ferma soltanto a guardare ma con paziente attesa, si arma e cresce, si trasforma, diventa sempre più esperto, alla ricerca di un' identità, di una struttura, che somigli il più possibile a quello che ama, a quello che vorrebbe diventare e che segue come esempio.
Tutta questa ricercatezza, tutta questa cultura, questa attenzione, ossessione nel migliorare, tutte cose che si riconoscano nei suoi Syrah.
Non è un caso che Stefano ami il Rodano ed i suoi vini. La biodinamica poi, si respira ovunque, in casa sua tutto riporta a questa scienza. Il paesaggio si questo appezzamento poco fuori da Cortona sembra essersi fermato nel tempo.
Perfino le etichette dei suoi vini riportano al concetto della biodinamica. La teoria che la Terra e la Luna un tempo fossero un unico pianeta che come due molecole di atomo si dividano e diventano due cose ben distinte, l'una dipendente dall'altra. Tutto questo è raccontato meticolosamente anche nei vini di Stefano.

Vini che si stanno trasformando, alla ricerca di una loro identità, un loro stile.
Interessante quanto i suoi Syrah rispecchiano le varie annate, quanto differenti tra loro, anche a causa di molti cambiamenti che l'azienda sta avendo in cantina per aver forse trovato solo dallo scorso anno un assestamento.
Partito dalla cantina della casa della nonna, adesso Stefano è riuscito a costruirne una tutta sua, un gran bel progetto di ecosostenibilità e soprattutto di biodimanica, dando prova di quanto sia possibile, anche nelle costruzioni, utilizzare le teorie biodinamiche per creare un prodotto autentico, firmato Natura.

Nei suoi vini l'annata si distingue molto, da buon biodinamico, Stefano infatti cerca di tirar fuori il risultato della natura e non dell'uomo.
Purtroppo però al momento non sono riuscito a trovare uno stile nei suoi vini, stile personale che a mio avviso non c'è ancora per i troppi cambi ed evoluzioni di cantina. Al momento direi che lo stile dei vari vini di Stefano Amerighi sia proprio la diversità tra tutti i suoi prodotti. Molto interessanti ma non riconducibili al momento ad un'unica personalità. Tutte cose che si affineranno e verranno fuori quando anche il progetto ed il lavoro in cantina si stabilizzerà.

Il Syrah, grande passione di Stefano, amante del Rodano e della biodinamica non nasconde il fatto che coltivare con il suo stile porta molta fatica nei campi, circa 670 ore di lavoro per ettaro annue, un'infinità.
I vigneti si estendono per 8,5 ettari, tutti impiantati a Syrah, 10.000 ca. le bottiglie prodotte di questo Syrah di Cortona che a mio avviso è quello che si avvicina maggiormente ai Syrah del Rodano.

Interessantissima l'annata d'esordio, la 2006 del Cortona Syrah DOC:
Colore Porpora pieno e riflessi estremamente violacei, sanguigno con sentori di mora, asparagi, ginseng, bella speziatura integrata nei profumi, tabacco.
Una bocca piena, ben integrato il tannino, grande freschezza e buona acidità.
Un gran bel finale.

2007, Cortona Syrah DOC:
Lieve tabacco e grande spezia, sentori fumosi e lievemente minerali. Ancora molto chiuso.
In bocca estremamente scontroso, quasi diviso in due con un tannino che ancora non ha trovato un suo equilibrio, soltanto il tempo affinerà questa bocca ancora incoerente.

Una 2008 molto diversa invece rispetto alla 2006, sicuramente dovuto anche dalla giovinezza di questo vino, Cortona Syrah DOC:
Un naso molto più minerale, una forte speziatura, profumi chiusi, tabacco, fumo, molto erbaceo, frutta verde, rabarbaro.
In bocca una bella struttura, leggermente corto, si ferma a metà della bocca.

Grande espressione di Syrah è sicuramente l'Apice, la riserva che fa un passaggio in tonneau, in bottiglia abbiamo assaggiato la 2007:
Bellissima speziatura, bel rabarbaro che esce subito, bel frutto.
In bocca molto più lineare degli altri fino ad ora asaggiati, bel finale, e grande acidità.
La 2008 invece pecca ancora di giovinezza e lo si sente soprattutto in bocca dove la scontrosità ne fa da padrona, un tannino ancora non del tutto integrato.

Tra tutti, il vino che comprerei è senza ombra di dubbio il 2006 Cortona DOC.

Dopo le prove di bottiglia siamo passati anche alle prove di botte, dove sono rimasto ancora più spiazzato nel non trovare un unico filo conduttore dei vari vini.
Vini che interpretano sicuramente l'annata, vini da far crescere ed un'azienda sicuramente da tenere sotto occhio perché quando Stefano affinerà il suo stile, e nelle prossime annate lo farà sicuramente grazie ad una condizione stabile della cantina, Stefano sarà una grande espressione del Syrah di Cortona, un francese nel Granducato.

Da tenerne d'occhio e da seguire la sua evoluzione.

A presto... ;)

4 comments:

  1. Bel post a chi l'ha scritto!
    Jury, toglimi da about us, grazie.
    Buona festa dell'Unità d'Italia a tutti!

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  2. Chi vuoi l'abbia scritto Ale! :)
    Ok ti tolgo, anche se a malincuore.

    Buona festa d'Italia anche a te!

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  3. Vedi cosa vul dire scrivere di getto...spesso vengono fuori cose intime e molto spesso belle, davvero un bel post.

    il 2006 ora è un vero piacere berlo molto ricco e complesso, comunque in cantina dorme un grande gioiello di syrah e sai di cosa sto aparlando....
    Sicuramente un produttore da da seguire e da CONOSCERE!

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  4. Grazie Vincenzo,
    In realtà ho dovuto apsettare un pò di tempo per assimilare tutte le sensazioni e tutti i pensieri che avevo su questo produttore, sicuramente non semplice.

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