Monday, September 5, 2011

Un tuffo nel Barbaresco con Albino Rocca Verticale Brich Ronchi e non solo...

La scorsa settimana avevamo parlato di quanto ci sia bisogno nel mondo del vino di fare un vero monumento agli uomini che hanno fatto la storia ed hanno saputo tirar fuori il meglio di un territorio, con umiltà e duro lavoro. Persone da tutelare perché portano con sé il sacro stile di vivere l'enologia in un modo che spesso viene dimenticato ed usurpato per fini tutt'altro che leciti...

Albino Rocca è proprio uno di queste persone da tutelare come se fossero veri gioielli e maestri di vita.
La sua azienda sopravvive da generazioni ed un grande merito ce l'ha sicuramente suo figlio, Angelo, che ha reso questa azienda una delle poù grandi e riconosciute aziende di Barbaresco a livello mondiale. Un'ottimo lavoro adesso lo sta facendo anche Daniela, la figlia di Angelo, nipote di Albino, che si occupa principalmente delle pubbliche relazioni. Eh già, ormai fare vino non significa fare il contadino, significa soprattutto viaggiare, conoscere, imparare e anche promuovere, perché il vino è sempre un prodotto che deve portare avanti un'azienda, e se non lo si vende...
Ma torniamo all'azienda Albino Rocca, che con i suoi 23 Ettari vitati e circa 130.000 bottiglie prodotte, possiamo sicuramente dire che è una bella azienda nel cuore del Barbaresco e che ovviamente fa del suo Barbaresco il prodotto di punta.

Quindi passiamo alla degustazione, in batteria quasi una decina di Barbaresco, dal 2008 (ultima annata) fino ad arrivare al 1998, un vero viaggio nel tempo in quel brich, il Ronchi, che è il cru dell'azienda, un cru storico, il territorio Ronchi infatti era già presente nelle mappe Napoleoniche...

barbaresco Ronchi '08
Dal colore Rosso granato intenso, molto brillante.
Al naso si approccia con sentori eterei di frutta sottospirito, ancora non affinato del tutto, sentori di vaniglia che fa sì che si faccia sentire ancora molto il legno. Una grande quantità alcolica che esplode nel naso, ancora scontroso e non ben definito.
In bocca ancora si ripete legno ed alcol, un tannino non ancora integrato, grande acidità e finale lungo e persistente.
Sicuramente è ancora precoce berlo, da rivedere tra qualche anno.

Barbaresco Brich Ronchi '07
Un naso molto più lineare rispetto al neonato '08, già il frutto è ben integrato, un legno già ben affinato, sentori di frutta matura, un bel naso intrigante scostato forse da una punta ancora non del tutto ammorbidita di alcol.
In bocca invece è già ben definito e lineare, un bel cuore rotondo, grande acidità e bella persistenza sul finale di bocca per questo vino di grande beva.

Barbaresco Bric Ronchi '06
Bel naso, note di frutta rossa, ciliegia, caffé , lieve tabacco, si va sul terziario, con note anche in certi casi che vanno sul pellame, cuoio nobile.
Una bocca bellissima, pulita, un bel tannino pieno e ben integrato, buona l'acidità ed il finale di bocca lungo e di buona persistenza.
Gran bel vino, questo è proprio un vino che vorrei!

Barbaresco Bric Ronchi '05
Alcol meno equilibrato al naso rispetto alla '06, probabilemnte risente anche un pò dell'annata, note dolciastre, eteree, polveroso.
Una bocca alcolica, un cuore meno lineare e completa della '06.
Sì, sicuramente riflette l'annata difficile.

Barbaresco Bric Ronchi '04
Bel frutto, amarena, caffé, succo di pomodoro, fieno, un naso dalle mille sfaccettature ed intrigante.
In bocca si fa sentire la sua bella scidità, un gran bel tannino, bella pienezza, e gran lunghezza sul finale persistente.
Da bere!

E passiamo adesso invece al Vigneto Loreto, dove Daniela ci ha stappato due annate molto interessanti, la '98 e poi la '01

Barbaresco Vigneto Loreto '98
Un naso dai profumi di altri tempi, Tabacco, amarena, catrame, marasca. Grande alcol, graffite, frutta cotta, confettura, note erbacee.
Una bocca integratissima, rotonda, pulito, senza molta acidità, si sentono gli anni, pronto con un bel finale.
Arrivato ma bellissimo.

Barbaresco Vigneto Loreto '01
Un vino con una bella carica, note di catrame, tabacco, bel caffé, note eteree e fumose in certi casi, gran bel frutto rosso intenso e sentori di cuoio in altri.
Gran bella bocca, forse un pò alcolica in serti sensi ma forse dovuta anche dall'annata.
Un bel passo nel tempo davvero.

Come volevasi dimostrare, una verticale di Barbaresco così non si dimentica facilmente, grandi vini e bellissime persone. Umiltà e lavoro duro, tutto quello che si può chiedere dal Piemontese arriva nel bicchiere senza avere un virgola fuori posto.
Vini fatti dall'uva e come disse un pò di tempo fa proprio il grande Albino Rocca:
"Sono un contadino, non sono un enologo"

Che immensità!

A presto... ;)



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